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Rivista “rb” – Inserto LATTEco n. 11

16 Marzo 2020

È uscito l’undicesimo inserto per LATTeco per mantenere costantemente aggiornati i lettori di “rb-la razza bruna” sullo stato dell’arte dei lavori collegati al progetto europeo PSRN.

Consumi in evoluzione, tornano le proteine animaliUomo e agricoltura… Un equilibrio semplice da capire, difficile da gestire, complesso da garantire. L’agricoltura ha sostenuto la rivoluzione dei consumi e si è fatta pronta ai cambiamenti, come la diminuzione dei consumi di origine animale. Ultimamente vi è però un ritorno alle proteine animali. Un fenomeno che potrebbe rappresentare l’inversione di un trend. Quali le conseguenze sugli allevamenti di razza Bruna? La prima: occorre essere pronti ad affrontare i cambiamenti che il mercato propone, con un patrimonio bovino che abbia le necessarie caratteristiche. La seconda: la Bruna sempre più presenta un patrimonio di capi con elevati parametri di grasso e soprattutto di proteina. I rilievi, i parametri scientifici, come quelli raccolti con il progetto LATTeco e la selezione non occasionale sono fondamentali per disporre delle conoscenze e del materiale genetico più idoneo per far fronte al futuro.

Quanto e come incide lo stress da caldo nella produzione di latte della Bruna Italiana? Nel progetto LATTeco grande importanza è stata data all’avvio di studi relativi allo stress da caldo nella Bruna Italiana. I risultati ottenuti indicano una maggiore termotolleranza della Bruna Italiana rispetto alla Frisona sotto due differenti aspetti: soglie di indice termoigrometrico (THI) oltre le quali insorge lo stress da caldo più elevata di 2-3 punti mediamente, ed una straordinaria tendenza a mantenere invariato il parametro della quantità di latte prodotto. A fronte di questi aspetti positivi, emergono criticità che giustificano l’impegno nel proseguire questi studi: il parametro più sensibile all’innalzamento del THI è la proteina, con tutte le ricadute conseguenti sulla qualità tecnologico-casearia.

La selezione per una produzione di formaggio più sostenibileNell’ambito del progetto LATTeco, le Università di Parma e Padova hanno condotto degli studi sulla possibilità, attraverso l’uso dei caratteri qualitativi rilevati con i Controlli Funzionali, di selezionare le bovine per la quantità di formaggio prodotto, invece che per la quantità di latte. Importante diventa dunque la resa casearia, cioè la quantità di formaggio (in kg) che si ricava da 100 kg di latte. La ricerca ha sviluppato concretamente delle formule matematiche di previsione della resa casearia che permettono di selezionare le bovine direttamente sulla quantità di formaggio prodotto. In pratica, selezionare per una maggiore quantità di formaggio o la stessa quantità di formaggio da un numero minore di vacche, porta ad un allevamento più sostenibile anche dal punto di vista ambientale. Questo sarà l’obiettivo di uno dei passaggi successivi del progetto LATTeco.

Bruna Originaria in mostra Le OB hanno presenziato con una ventina di capi a Fieragricola 2020. Due le categorie valutate (manze e vacche) dal giudice D. Galbardi con D. Gasser. Notevole l’impegno degli allevatori, ottima la presentazione dei soggetti nel ring, la gestione della posta e l’afflusso di visitatori.

Posted in LATTECO - DIVULGAZIONE by Francesca Frigo