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STATUTO

(RICONOSCIMENTO GIURIDICO D.P.R. 27.4.1960, N. 598)
BUSSOLENGO (VERONA)
 
ULTIMO AGGIORNAMENTO DECRETO PREFETTIZIO N. 12323 DEL 9.4.2014

 

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TITOLO I
COSTITUZIONE – SEDE – DURATA – SCOPI

Art. 1
L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini della Razza Bruna con sede in Loc. Ferlina, Comune di Bussolengo, provincia di Verona, legalmente costituita il 6 aprile 1957 e con riconoscimento della personalità giuridica con D.P.R. 27 aprile 1960 n. 598, è regolata dal presente statuto.

Art. 2
L’Associazione aderisce all’Associazione Italiana Allevatori e può aderire a organizzazioni regionali, nazionali e internazionali aventi scopi affini.

Art. 3
L’Associazione svolge la sua attività in tutto il territorio nazionale.
La sua durata è illimitata.

Art. 4
L’Associazione non ha scopo di lucro e si propone di promuovere ed attuare le iniziative che possono utilmente contribuire al miglioramento, alla valorizzazione ed alla diffusione del bestiame bovino di razza Bruna, e delle produzioni da essa derivate.
Particolarmente:
cura, nel quadro delle direttive impartite dalla Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico della razza, l’espletamento del lavoro di selezione attraverso l’istituzione ed il funzionamento del Libro Genealogico, del quale provvede a depositare, a norma di legge, i relativi marchi, fermo restando che le associazioni di cui al successivo articolo 5, commi A) e B) sono prioritariamente delegate alla tenuta del Libro Genealogico su base territoriale;
promuove ed incoraggia studi e ricerche dirette a risolvere specifici problemi tecnici, in collaborazione ed intesa con Organi Statali, Regionali, Territoriali ed Internazionali, con Istituti di ricerca e di sperimentazione nazionali ed esteri;
adempie, secondo le disposizioni impartite dalle Amministrazioni Pubbliche interessate, ai compiti ed alle funzioni delegate dagli Organi di Governo, o attribuite da leggi e regolamenti, nonché a compiti e funzioni eventualmente delegate dall’Associazione Italiana Allevatori;
promuove ed organizza manifestazioni zootecniche tendenti alla valorizzazione del bestiame di Razza Bruna e delle produzioni derivate, evidenziando i progressi realizzati attraverso la selezione;
collabora alle manifestazioni organizzate da altri Enti integrandole e sviluppandole a fini economici;
cura la redazione e la diffusione della stampa tecnica e la diffusione dei sistemi di buon allevamento della razza con l’attuazione di idonee iniziative;
assiste gli Associati nel collocamento di riproduttori di pregio e provvede, nell’interesse degli stessi, anche all’acquisto e/o alla vendita di beni e servizi necessari alle imprese zootecniche sia in Italia che all’Estero;
partecipa e promuove la formazione di Imprese, Associazioni e Società in genere, volte alla valorizzazione della razza Bruna, ed alla valorizzazione e commercializzazione, dei prodotti da essa derivati;
svolge qualunque attività nel campo zootecnico finalizzata agli scopi sociali;
si avvale per le proprie finalità istituzionali, ed in genere per tutte le attività svolte anche in via sussidiaria ed indiretta, nell’interesse degli allevatori di bovini di razza Bruna, dei soci di cui all’art. 5 commi A) e B);
conduce l’allevamento bovino collegato al Centro Genetico ANARB, per individuare i riproduttori da destinare alla Fecondazione Artificiale e Naturale, e per attuare prove di performance e genetiche, che si dimostrassero utili al miglioramento della razza ed alla valorizzazione economica delle sue produzioni.
Esercita ogni altra funzione o compito utile al perseguimento delle proprie finalità.

TITOLO II
DEI SOCI

Art. 5
Possono far parte dell’Associazione:
A – le Associazioni e le Federazioni di allevatori con personalità giuridica, che riuniscono allevatori di razza Bruna alle quali è stata affidata la delega per le funzioni di ufficio periferico del libro genealogico;
B – le Associazioni di allevatori ad altri Enti ed organismi, con personalità giuridica, che riuniscono allevatori di razza Bruna.
Con apposito regolamento sono stabiliti i requisiti che le associazioni e le Federazioni devono avere per poter esercitare le funzioni di ufficio periferico di libro genealogico;

Iscrizione

Art. 6
I soggetti che non hanno partecipato all’atto costitutivo dell’Associazione e che intendono farne parte, devono inoltrare domanda al Comitato Direttivo dell’Associazione stessa dichiarando di accettare incondizionatamente lo statuto ed allegando una copia del proprio atto costitutivo e dello Statuto.
Sull’ammissione dei Soci delibera il Comitato Direttivo.

Quota di iscrizione – Contributi annuali

Art. 7
Ogni socio deve versare:
a) una quota d’iscrizione “una tantum” uguale per tutti, il cui ammontare sarà deliberato dall’Assemblea dei Soci;
b) una quota sociale annua proporzionata al numero dei voti attribuiti ad ogni socio secondo l’art. 12 il cui ammontare sarà stabilito dall’Assemblea;
c) contributi annuali per le esigenze di attività nel campo della selezione da fissarsi sempre con le norme ed i criteri stabiliti dall’Assemblea dei soci.

Diritti sociali

Art. 8
L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti ed in regola con i pagamenti dei contributi di cui all’art. 7.

Obblighi dei soci

Art. 9
L’adesione all’Associazione comporta:
a) l’osservanza delle norme statutarie e delle deliberazioni regolarmente adottate dagli Organi dell’Associazione;
b) l’astensione da ogni iniziativa in contrasto con quanto deliberato dagli Organi dell’Associazione.

Art. 10
La qualità di socio si perde:
a) per dimissioni, le quali devono essere comunicate, con il preavviso di tre mesi, tramite lettera raccomandata al Comitato Direttivo;
b) per espulsione dovuta a grave infrazione delle disposizioni contenute nel presente statuto e delle deliberazioni degli Organi dell’Associazione;
c) per la perdita di qualcuno dei requisiti per l’ammissione.
La perdita della qualità di associato sarà deliberata dal Comitato Direttivo nel caso di cui ai punti a) e c); dall’Assemblea dei soci, invece, su proposta del Comitato, nel caso di cui al punto b), sentito il parere dei Probiviri.
Gli associati che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione non hanno alcun diritto sul patrimonio di questa ne tantomeno hanno diritto alla restituzione della quota di iscrizione “una tantum”.
TITOLO III
ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 11
Gli organi sono:
a) l’Assemblea generale;
b) il Comitato Direttivo;
c) il Presidente;
d) il Collegio dei Sindaci;
e) i Probiviri.

Dell’Assemblea

Art. 12
L’Assemblea generale è composta dai delegati dei soci di cui all’art. 5.
All’assemblea partecipano con voto consultivo un rappresentante designato dal Ministero per le Politiche Agricole, un rappresentante del Ministero della sanità, un rappresentante dell’Associazione italiana allevatori.
L’Assemblea viene convocata in via ordinaria ogni anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta il Presidente o il Comitato Direttivo lo ritenga opportuno anche su richiesta del Collegio dei sindaci o, secondo il disposito dell’art. 20 c.c., dei soci rappresentanti almeno un decimo dei voti.
La convocazione è fatta almeno quindici giorni prima del giorno fissato per l’adunanza, a mezzo di comunicazione scritta indirizzata ai singoli soci ed ai componenti il Collegio dei sindaci.
L’invito di convocazione va pubblicato anche sull’organo di stampa dell’Associazione italiana allevatori.
L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, giorno e ora della riunione in prima e in seconda convocazione, nonchè l’elenco delle materie da trattare e, nel caso di proposte di modifica dello Statuto, l’indicazione degli articoli da modificare con il testo delle modifiche proposte.
Ogni socio non può in Assemblea rappresentare per delega più di un altro socio. La delega, per essere valida, deve risultare da un atto scritto, anche in calce all’invito dell’Assemblea e deve essere rimessa al Presidente prima della riunione o dell’inizio di essa. Ogni socio ha diritto ad un voto. I soci di cui alla lettera A) dell’art. 5 che sono delegati per le funzioni di ufficio periferico del libro genealogico, hanno diritto ad un ulteriore numero di voti in base al numero dei capi iscritti al libro Genealogico precisamente un voto ogni 1000 capi iscritti e multipli di essi con un massimo di 12 voti.

Art. 13
L’Assemblea generale è validamente costituita in prima convocazione, quando sia presente e rappresentata almeno dalla metà dei Soci più uno; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei Soci presenti o rappresentati.
Per le deliberazioni che comportano modifiche statutarie è necessario, anche in seconda convocazione, che siano presenti o rappresentati più dei due terzi dei voti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti assoluta.
Per la messa in liquidazione dell’Associazione e per la designazione dei liquidatori e dei loro poteri oppure per le azioni di responsabilità da promuovere nei confronti dei membri del Comitato Direttivo per violazione del mandato o delle leggi è necessaria la maggioranza favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Il sistema di votazione è stabilito dall’Assemblea, la quale può demandare la scelta di tale sistema al Presidente.
Le elezioni delle cariche sociali vanno sempre effettuate con scheda segreta.
Pure con scheda segreta vanno prese le deliberazioni per le eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei membri del Comitato Direttivo.
Delle adunanze viene redatto, su apposito registro il relativo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

Art. 14
L’Assemblea, in apertura, è presieduta dal Presidente dell’Associazione e, in caso di assenza, dal Vice-presidente più anziano tra quelli presenti.
Il Presidente dell’Associazione o chi ne fa le veci invita, quindi, l’Assemblea a nominarsi il proprio Presidente.
Assume le funzioni di Segretario, il Direttore dell’Associazione e, in mancanza, la persona designata dal Presidente dell’Assemblea.

Art. 15
Spetta all’Assemblea:
a) l’elezione del Comitato Direttivo;
b) l’elezione del Collegio sindacale e dei probiviri;
c) l’approvazione delle relazioni del Comitato Direttivo ed anche del bilancio consuntivo e di quello preventivo;
d) la determinazione, anche in forma forfettaria, delle quote di rimborso spese da corrispondere ai membri del Comitato Direttivo, al Presidente e l’emolumento dei Sindaci;
e) delibere sulle eventuali modifiche del presente Statuto.

Comitato Direttivo

Art. 16
Il Comitato Direttivo è costituito da 15 componenti aventi la qualifica di allevatori di capi di razza Bruna iscritti al Libro Genealogico, eletti dall’Assemblea dei quali almeno un rappresentante dei soci dell’Italia settentrionale, almeno un rappresentante di soci dell’Italia centrale, almeno un rappresentante di soci dell’Italia meridionale, almeno un rappresentante di soci dell’Italia insulare. Essi durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Partecipano inoltre alle sedute con voto consultivo, un rappresentante dell’Associazione italiana allevatori, il Direttore del Libro genealogico e le persone di particolare competenza che la Presidenza riterrà opportuno invitare in dipendenza degli argomenti posti all’ordine del giorno.
Partecipano alle sedute del Comitato Direttivo con voto consultivo, anche i componenti del Collegio dei sindaci. Funge da Segretario del Comitato Direttivo il Direttore dell’Associazione, e in mancanza, un componente designato dal Presidente.

Attribuzione del Comitato Direttivo

Art. 17
Sono attribuzioni del Comitato Direttivo:
a) nominare nel suo seno tra i rappresentanti degli Enti associati il Presidente ed i Vice-presidenti in numero non superiore a due;
b) deliberare sull’ammissione e sul recesso dei Soci, a norma degli articoli 6 e 10;
c) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
d) deliberare sull’istituzione e sul funzionamento degli Uffici dell’Associazione;
e) determinare l’organico del personale ed il relativo trattamento economico;
f) nominare e licenziare il personale stabilendo le attribuzioni di ognuno e le eventuali successive varianti;
g) amministrare il patrimonio sociale;
h) predisporre i bilanci consuntivo e preventivo di spesa annui, che insieme con il programma di attività da svolgere nel nuovo esercizio, saranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea e, successivamente, comunicati all’Associazione Italiana Allevatori;
i) deliberare sulle eventuali azioni giudiziarie;
l) ogni più ampio potere deliberativo ed esecutivo non espressamente attribuito all’Assemblea;
m) apportare eventuali modifiche al regolamento del Libro genealogico;
n) designare i rappresentanti degli allevatori in seno alla Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico;
o) nominare i rappresentanti dell’Associazione negli Organi sociali dell’Associazione Italiana Allevatori per i quali è prevista, dallo Statuto di quest’ultima, la partecipazione di tale rappresentanza.

Art. 18
Il Comitato Direttivo è convocato almeno due volte all’anno ed ogni qualvolta il Presidente o chi ne fa le veci lo reputi opportuno, presso la sede dell’Associazione o anche in altra località; è convocato anche quando ne facciano domanda scritta due sindaci o almeno un terzo dei suoi membri.
Le riunioni del Comitato Direttivo sono valide con la presenza effettiva di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
Il Presidente dell’Associazione presiede di diritto il Comitato Direttivo, in Sua assenza lo sostituisce il Vice Presidente più anziano tra i presenti.
Le deliberazioni del Comitato sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei presenti. Ogni componente il Comitato Direttivo ha diritto ad un voto. In caso di parità di voti prevale quello del Presidente.
I componenti del Comitato Direttivo che non intervengono a tre sedute consecutive del Comitato stesso, senza giustificato motivo, decadono dalla carica e vengono sostituiti dal Comitato Direttivo medesimo; il nuovo membro rimane in carica fino alla prima Assemblea.
Dell’adunanza è redatto su apposito registro, il relativo verbale, il quale verrà firmato dal Presidente o dal Segretario.
Al Presidente è demandata la convocazione del Comitato Direttivo. Egli potrà prevedere la possibilità di tenere le riunioni del Comitato Direttivo con intervenuti dislocati in più luoghi audio/video collegati, e ciò alle seguenti condizioni, cui dovrà essere dato atto nei relativi verbali:
a) che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo;
b) che sia consentito al Presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;
c) che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;
d) che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

Del Presidente

Art. 19
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte agli associati, ai terzi ed in giudizio.
In caso di Sua assenza, o impedimento, lo sostituisce uno dei Vice Presidenti espressamente delegato.
Al Presidente spetta il rimborso delle spese sostenute per l’espletamento del suo mandato e gettoni di presenza nei limiti previsti dalla legge.
Il Presidente dà le disposizioni necessarie per l’attuazione delle delibere dell’Assemblea dei Soci e del Comitato Direttivo.
Il Presidente convoca i rappresentanti degli allevatori in seno alla Commissione Tecnica Centrale del Libro genealogico tutte le volte che si renderà necessario in ordine al mandato da esso attribuito.

Art. 20
La carica dei componenti il Comitato Direttivo è gratuita.
A detti componenti da parte dell’Associazione spetta il rimborso delle spese di viaggio e di una diaria giornaliera da fissarsi all’Assemblea.

Probiviri

Art. 21
Qualsiasi vertenza che sorgesse fra i Soci e fra questi e l’Associazione, nell’ambito dell’attività dell’Associazione stessa, è devoluta all’esame di un collegio dei Probiviri.
Gli associati sono obbligati ad accettare il giudizio dei Probiviri come se fosse la manifestazione della loro volontà ed a dare ad esso immediata esecuzione.
Il Collegio dei Probiviri, costituito da tre membri di cui uno designato dall’Associazione Italiana Allevatori e di altri due eletti dall’Assemblea dei Soci, dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili.

Collegio dei Sindaci

Art. 22
Il Collegio Sindacale è composto di tre membri effettivi e di due supplenti. Uno dei membri effettivi sarà designato dal Ministero per le politiche Agricole, gli altri due membri effettivi, di cui uno scelto in una terna di nomi proposta dall’Associazione Italiana Allevatori, ed i due supplenti, saranno eletti dall’Assemblea anche tra persone estranee all’Associazione.
Essi durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Subentrano agli Effettivi in ordine di anzianità in caso di legittimo impedimento da parte di questi ultimi ad esercitare le loro funzioni.
Il Collegio dei Sindaci esercita tutti i compiti attribuitigli per legge: controlla i dati del bilancio e del rendiconto consuntivo dell’Associazione, verifica la regolarità degli atti amministrativi e l’esattezza delle relative scritture contabili e, in generale, vigila sull’andamento dell’amministrazione con la facoltà di prendere in esame tutti gli atti e documenti di Ufficio necessari per l’espletamento del suo compito. Deve, inoltre, compiere la verifica dell’esistenza di cassa dei valori comunque custoditi presso l’Associazione.
Dall’esito delle proprie operazioni il Collegio Sindacale redige regolare verbale da iscriversi in apposito registro. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti. Il Collegio dei Sindaci partecipa con voto consultivo alle riunioni dell’Assemblea e del Comitato Direttivo alle quali deve essere invitato.
Esso si riunisce convocato dal proprio Presidente tutte le volte che questi lo ritenga opportuno e su richiesta di un Sindaco.
Al Collegio dei Sindaci devono essere presentati il bilancio dei rendiconti con tutti gli allegati, almeno un mese prima della convocazione dell’Assemblea Ordinaria, per la compilazione della relazione.
I Componenti il Collegio dei Sindaci ricevono un emolumento nella misura stabilita dall’Assemblea, a norma dell’art. 15.
I Sindaci durano in carica 3 anni.

TITOLO IV
PERSONALE E UFFICI

Il Direttore

Art. 23
Il Direttore è il responsabile dell’Ufficio Centrale del Libro Genealogico.
Il Direttore provvede alla organizzazione e direzione degli uffici della sede, delle eventuali delegazioni e degli uffici staccati, del cui buon funzionamento è responsabile. Egli attua le disposizioni date dal Comitato Direttivo, al quale propone le soluzioni ed i provvedimenti che ritiene utili al conseguimento degli scopi statutari.

TITOLO V
PATRIMONIO SOCIALE – FONDO DI ESERCIZIO – ESERCIZIO SOCIALE – DIVIETO DI DISTRIBUIRE UTILI E RISERVE

Art. 24
Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
a) dalle quote e dai contributi sociali annuali corrisposti dai soci al momento della loro iscrizione in base all’art. 7 comma a);
b) dalle eccedenze attive della gestione annuale che l’Assemblea destinerà alla costituzione di riserva;
c) dai beni mobili ed immobili di qualsiasi specie che, per acquisti, donazioni e, per qualsiasi altro titolo, vengano in proprietà dell’Associazione.
Per i beni costituenti il patrimonio sociale viene tenuto l’inventario.

Art. 25
Il Fondo di esercizio è costituito:
a) dai contributi sociali annuali (art. 7 comma b) e c));
b) dai residui attivi derivanti dallo svolgimento di iniziative varie e non destinati alla costituzione di riserve;
c) da eventuali contributi autorizzati e concessi dai Ministeri, Enti pubblici ed a privati, non destinati a particolari iniziative e forme di attività;
d) dagli interessi del patrimonio.

Art. 26
L’esercizio Sociale ha la durata di un anno; esso va dal 1º gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Ogni anno deve essere compilato il bilancio consuntivo al 31 dicembre e quello preventivo per l’esercizio successivo, da sottoporre secondo quanto previsto dall’art. 17, lettera h), all’approvazione dell’Assemblea Ordinaria entro il 30 Giugno di ogni anno. Per la natura e la finalità dell’Associazione l’esercizio sociale non potrà dar luogo a distribuzione anche in modo indiretto di utili o avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione di utili o fondi, siano imposte dalla legge. Eventuali eccedenze attive saranno versate a fondo di riserva per iniziative sociali.

Disposizioni generali

Art. 27
Le modifiche statutarie sono deliberate dall’Assemblea.

Art. 28
In caso di scioglimento dell’Associazione per qualsiasi causa, il patrimonio sarà destinato ad altre Associazioni con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’Organismo di Controllo di cui all’art. 3 comma 190 della Legge 23.12.1996 n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla Legge.

Art. 29
In caso di controversie è competente il Foro di Verona.

Art. 30
Per quanto non previsto nel presente Statuto si applicano le norme del codice civile.

 
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