Cerca
Cerca

DISCIPLINARI DEL LIBRO GENEALOGICO

DISCIPLINARI DEL LIBRO GENEALOGICO DEI BOVINI DELLA RAZZA BRUNA E DEL REGISTRO ANAGRAFICO DELLA BRUNA LINEA CARNE

Disciplinari del Libro genealogico in vigore – approvati dal MiPAAF con DM 5668 del 13/03/2015


INDICE

DISCIPLINARE DEL LIBRO GENEALOGICO DEI BOVINI DELLA RAZZA BRUNA

NORME TECNICHE DEI DISCIPLINARI DEL LIBRO GENEALOGICO DEI BOVINI DI RAZZA BRUNA

DISCIPLINARE PER LE VALUTAZIONI GENETICHE DEI RIPRODUTTORI BOVINI DI RAZZA BRUNA

DISCIPLINARE DEL CORPO DEGLI ESPERTI

DISCIPLINARE DELLE MANIFESTAZIONI ZOOTECNICHE UFFICIALI

 

 


DISCIPLINARE DEL LIBRO GENEALOGICO DEI BOVINI DELLA RAZZA BRUNA

Articolo 1

Ai sensi dell’art. 3 della legge 15 gennaio 1991 n° 30 sulla disciplina della riproduzione animale e dell’art.1 della legge 3 agosto 1999 n.280, il libro genealogico della razza bovina Bruna è gestito dall’Associazione Nazionale Allevatori Bovini della Razza Bruna (ANARB), ente giuridicamente riconosciuto con DPR n. 598 del 27 aprile 1960, ed è regolato dal presente disciplinare in armonia con la normativa dell’Unione Europea.

CAPITOLO PRIMO

ORGANIZZAZIONE DEL LIBRO GENEALOGICO

Articolo 2

IL LIBRO GENEALOGICO

  1. Il libro genealogico è lo strumento per ottenere il miglioramento genetico della razza ed ha la finalità di indirizzare tecnicamente l’attività di selezione e di riproduzione, con particolare riguardo alla determinazione delle qualità genetiche dei riproduttori, promuovendo nel contempo la valorizzazione economica della razza stessa.
  2. Le attività del libro genealogico sono svolte secondo le norme di cui ai successivi articoli sotto la vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Articolo 3

COMPOSIZIONE DEL LIBRO GENEALOGICO

  1. Allo svolgimento dell’attività del libro genealogico, ANARB provvede mediante:
  • la Commissione Tecnica Centrale (CTC);
  • l’Ufficio Centrale del libro genealogico (UCLG);
  • gli Uffici Periferici del libro genealogico (UPLG);
  • il Corpo degli esperti (CE).

Articolo 4

LA COMMISSIONE TECNICA CENTRALE

  1. La Commissione tecnica centrale studia e determina i criteri e gli indirizzi per la selezione ai fini del miglioramento della razza, stabilisce le metodologie per l’attività selettiva, propone eventuali modifiche dei disciplinari e provvede a quant’altro necessario ai fini suddetti in seguito a disposizioni di legge.
  2. Della CTC fanno parte:
    1. 1 funzionario del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, incaricato di vigilare con carattere di continuità sugli adempimenti previsti dal presente disciplinare;
    2. 1 rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dallo stesso designato;
    3. 6 funzionari tecnici esperti in zootecnia delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano con il maggior numero di capi iscritti al libro genealogico, facendo salva comunque la partecipazione di almeno un rappresentante per l’Italia settentrionale, uno per l’Italia centrale, uno per l’Italia meridionale e uno per l’Italia insulare. La nomina di tali funzionari viene fatta dai competenti organi regionale o provinciale dell’agricoltura.
    4. 11 rappresentanti degli allevatori, nominati dall’ANARB
    5. 3 esperti in zootecnia, di cui uno del CRA – Centro di ricerca per la produzione delle carni e il miglioramento genetico di Monterotondo (Roma), nominati dal Ministero delle politiche agricole e forestali su proposta dell’ANARB
    6. il presidente dell’ANARB od un suo delegato
    7. 1 rappresentante nominato dall’Associazione Italiana Allevatori per le attività dei controlli funzionali
    8. 1 rappresentante del Ministero della salute, dallo stesso nominato
    9. il presidente del Comitato consultivo degli esperti
  3. Il direttore dell’ANARB, partecipa alle riunioni a titolo consultivo e svolge la funzione di segretario; nel caso di sua assenza la funzione è svolta da persona nominata dal presidente della CTC.
  4. La CTC elegge, nel proprio ambito, il presidente e due vicepresidenti.
  5. I componenti della CTC restano in carica per un triennio e possono essere riconfermati.
  6. I componenti della CTC che risultino assenti ingiustificati per tre successive sedute vengono dichiarati decaduti e sostituiti dall’ente di competenza mediante una nuova nomina.
  7. In relazione agli argomenti da trattare, il presidente può invitare esperti di particolare competenza a partecipare, a titolo consultivo, alle riunioni della CTC.
  8. La convocazione della CTC è fatta almeno quindici giorni prima della data della riunione.
  9. Le riunioni della CTC sono valide con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
  10. In assenza del presidente assume la presidenza il Vicepresidente più anziano.
  11. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei presenti. In caso di parità di voti prevale quello del presidente.
  12. Di ogni seduta è redatto il verbale che verrà firmato dal presidente e dal Segretario.
  13. le delibere adottate dalla CTC sono pubblicate su un organo di informazione ufficiale dell’ANARB.

Articolo 5

L’UFFICIO CENTRALE DEL LIBRO GENEALOGICO

  1. L’ Ufficio centrale del libro genealogico (UCLG) provvede:
    1. al coordinamento ed al controllo del lavoro degli UPLG, anche con ispezioni ad allevamenti, onde assicurare uniformità e tempestività di esecuzione di quanto stabilito nel disciplinare del libro genealogico, nelle norme tecniche, nelle delibere della CTC e nelle istruzioni operative emanate dal medesimo UCLG;
    2. ad espletare compiti, servizi e altre attività necessarie al funzionamento del libro genealogico compresa l’elaborazione e la stampa dei documenti;
    3. ad effettuare le valutazioni genetiche e morfologiche dei riproduttori, secondo quanto previsto dall’apposito disciplinare;
    4. ad applicare lo schema di selezione della razza;
    5. alla divulgazione sul territorio nazionale dei dati ufficiali provenienti da Interbull;
    6. alla detenzione e gestione della base dati ufficiale del libro genealogico;
  2. Responsabile dell’applicazione dei disciplinari e delle delibere della CTC è il direttore dell’ UCLG.

Articolo 6

GLI UFFICI PERIFERICI DEL LIBRO GENEALOGICO

  1. Gli Uffici periferici del libro genealogico (UPLG) provvedono, secondo quanto previsto dalle apposite norme tecniche del presente disciplinare:
    1. ad espletare, limitatamente al territorio di propria competenza, le attività del libro genealogico secondo quanto stabilito nel disciplinare del libro genealogico, nelle norme tecniche, nelle delibere della CTC e nelle istruzioni operative emanate dal medesimo UCLG;
    2. alla raccolta, mantenimento e trasmissione all’UCLG dei dati utili ai fini selettivi con modalità e procedure concordate tra ANA, AIA ed APA,
    3. a rilasciare i documenti ufficiali del Libro genealogico per la parte di propria competenza.
    4. a registrare, compilare od aggiornare, anche su supporto elettronico, la documentazione necessaria alla tenuta del libro genealogico;
    5. a chiedere preventiva autorizzazione all’UCLG, per attività che comportino la trasmissione o l’utilizzazione da parte di terzi di dati di libro genealogico, astenendosi da ogni attività per la quale l’UCLG non abbia dato il proprio preventivo consenso, fatti salvi gli adempimenti di legge;
    6. segnalare tempestivamente all’UCLG qualsiasi irregolarità o anomalia riscontrata.
  2. Le Associazioni allevatori di primo grado o gli UPLG equivalenti, giuridicamente riconosciuti ed associati all’ANARB, provvedono alla organizzazione ed al funzionamento degli UPLG.
  3. Qualora non si verifichino i casi previsti dai comma precedenti, l’UCLG provvede ad espletare direttamente, in via temporanea, le anzidette attività.
  4. l’UCLG può unificare presso un solo ufficio le attività di due o più UPLG, qualora in una provincia le condizioni dell’allevamento e l’aspetto organizzativo e funzionale lo richiedano.
  5. Responsabile dell’applicazione del disciplinare del libro genealogico, delle Norme tecniche e delle delibere della CTC e delle istruzioni operative emanate dall’UCLG, per quanto di competenza degli UPLG, è il direttore dell’Ufficio periferico.
  6. La vigilanza sulla tenuta del libro genealogico negli UPLG è svolta dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano secondo le vigenti normative e le direttive emanate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con le stesse Regioni e Province Autonome.

Articolo 7

GLI ESPERTI DI RAZZA – IL CORPO DEGLI ESPERTI

  1. Gli esperti sono tecnici specializzati e formati da ANARB, delegati ed incaricati di volta in volta dalla medesima associazione allo svolgimento delle valutazioni morfologiche dei soggetti negli allevamenti, nelle mostre e nei concorsi riconosciuti dal Libro genealogico; ad essi l’ANARB può affidare l’incarico per lo svolgimento di altri servizi nell’ambito dell’attività di selezione
  2. Il Corpo degli esperti è retto dall’apposito disciplinare predisposto dall’UCLG su conforme parere della Commissione tecnica centrale ed approvato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
  3. Gli esperti di razza sono nominati dall’ANARB come previsto dal disciplinare del corpo degli esperti
  4. Le valutazioni morfologiche effettuate dagli esperti di razza si svolgono secondo le indicazioni dell’UCLG come stabilito nelle norme tecniche

CAPITOLO SECONDO

AMMISSIONE DEGLI ALLEVAMENTI AL LIBRO GENEALOGICO ED ISCRIZIONE DEI RIPRODUTTORI

Articolo 8

L’ADESIONE AL LIBRO GENEALOGICO

  1. L’adesione al libro genealogico è volontaria.
  2. L’allevatore interessato deve inviare richiesta scritta di ammissione all’Associazione periferica allevatori (APA) competente per territorio.
  3. Una copia di tale domanda deve essere tempestivamente trasmessa all’ANARB.
  4. L’adesione comporta l’accettazione del disciplinare, delle norme tecniche ed operative del libro genealogico nonché delle successive modifiche apportate dagli organi competenti.
  5. Sono ammessi al libro genealogico tutti gli allevamenti che possiedono soggetti di razza Bruna e che si trovino nelle seguenti condizioni:
    1. avere soggetti in possesso dei caratteri di razza così come stabiliti nelle norme tecniche;
    2. essere sottoposti, in forma regolare e continuativa, ai controlli ufficiali della produzione secondo le norme vigenti;
    3. essere sottoposti in forma regolare e continuativa alle verifiche previste dalle norme tecniche del disciplinare del libro genealogico anche se viene allevato solo giovane bestiame;
    4. essere sottoposti ai controlli sanitari previsti dalla legislazione vigente.
  6. L’ammissione è deliberata dagli organi competenti dell’UPLG previa verifica dell’esistenza delle condizioni di ammissibilità e dopo il giudizio di idoneità formulato da un esperto di razza limitatamente a quanto previsto al punto a).
  7. L’allevatore che non ritenga accettabile la mancata ammissione del proprio allevamento al libro genealogico può ricorrere all’UCLG il quale si riserva la facoltà di accogliere il ricorso.
  8. I centri di produzione di materiale riproduttivo ed i tenutari delle stazioni di monta pubblica, sono considerati a tutti gli effetti allevamenti del libro genealogico e pertanto sono tenuti al rispetto ed all’osservanza di quanto previsto dai disciplinari.

Articolo 9

L’AMMISSIONE DEI RIPRODUTTORI

  1. Sono iscritti al libro genealogico tutti i soggetti degli allevamenti aderenti al libro genealogico, in possesso dei requisiti previsti dal successivo art. 10 e dalle norme tecniche.
  2. Sono parimenti iscritti al libro genealogico i soggetti registrati nei registri genealogici, di cui al precedente art. 9, ma non più presenti in allevamenti aderenti al libro genealogico.
  3. L’iscrizione al libro genealogico di animali importati, nati da embrioni o materiale riproduttivo importato, o concepiti all’estero è condizionata al possesso dei requisiti previsti dal presente disciplinare e dalle apposite norme tecniche.
  4. I soggetti provenienti dai libri genealogici ufficialmente riconosciuti di paesi terzi, i figli di femmine importate gravide, ed i soggetti esteri ottenuti con tecniche riproduttive o moltiplicative autorizzate possono essere iscritti al Libro genealogico italiano quando ricorrono tutte le condizioni e i requisiti previsti dal presente disciplinare e dalle norme tecniche.
  5. Negli allevamenti aderenti al libro genealogico possono funzionare solo i tori in possesso dei requisiti stabiliti dalle norme tecniche.
  6. I riproduttori maschi che siano risultati negativi alla valutazione genetica o che trasmettono tare, gravi vizi o altri caratteri negativi ai fini selettivi, non possono essere impiegati per la riproduzione.

Articolo 10

I REGISTRI GENEALOGICI

Il libro genealogico della razza Bruna, in ottemperanza alla Decisione 84/419/CEE della Commissione del 14 luglio 1984, è aperto in linea femminile e comprende:

  • registri genealogici principali Bruna così articolati:
    • registro genealogico femmine, suddiviso in tre classi;
    • registro genealogico maschi, suddiviso in due classi.
  • registri genealogici supplementari Bruna così articolati:
    • registro genealogico femmine suddiviso in due classi;
    • registro genealogico maschi.

Il registro genealogico della Bruna linea carne, in ottemperanza alla Decisione 84/419/CEE della Commissione del 14 luglio 1984, è aperto in linea femminile e comprende:

  • due registri genealogici principali: femmine e maschi;
  • due registri genealogici supplementari: femmine e maschi.

 

BRUNA – LIBRO GENEALOGICO

REGISTRI GENEALOGICI PRINCIPALI

Registro genealogico principale femmine

In questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, abbiano almeno due generazioni d’ascendenti iscritte al libro genealogico di razza Bruna ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

Questo registro genealogico è suddiviso in tre classi in relazione al livello genetico dei soggetti:

madri di toro per l’inseminazione artificiale:

  • sono iscritte le femmine aventi rank dell’ITE almeno 99 (miglior 1% della razza);

madri di toro per la monta naturale:

  • sono iscritte le femmine aventi rank dell’ITE stabilito dall’UCLG in relazione alle esigenze selettive della razza;

anagrafico:

  • sono iscritte le femmine con rank dell’ITE inferiore a quello previsto per le madri di toro per la monta naturale.

Registro genealogico principale maschi

In questo registro sono iscritti tutti i maschi nati in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti che abbiano almeno due generazioni d’ascendenti iscritti al libro genealogico di razza Bruna ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

Questo registro genealogico è suddiviso in due classi in relazione al livello genetico dei soggetti:

tori per l’inseminazione artificiale:

  • sono iscritti i maschi con padre e madre iscritti ai rispettivi registri genealogici principali

tori per la monta naturale:

  • sono iscritti i maschi con padre e madre iscritti ai rispettivi registri genealogici principali

anagrafico:

  • sono iscritti i maschi la cui madre è iscritta al registro genealogico principale femmine anagrafico.

ALTRI REGISTRI GENEALOGICI

Registro genealogico supplementare femmine anagrafico

In questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, hanno una generazione d’ascendenti Bruni nota oppure un genitore Bruno noto o nessun genitore noto ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

Registro genealogico supplementare femmine provvisorio

In questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, abbiano almeno una generazione d’ascendenti ed una quota di genetica Bruna (Brown Swiss) inferiore all’87,5% e superiore al 12,5%. I requisiti per l’iscrizione a questo registro genealogico sono riportati nelle norme tecniche.

Registro genealogico supplementare maschi anagrafico

In questo registro sono iscritti tutti i maschi nati in Italia che non sono in possesso dei requisiti del registro genealogico principale maschi.

 

BRUNA LINEA CARNE – REGISTRO ANAGRAFICO

REGISTRI GENEALOGICI PRINCIPALI

Registro genealogico principale femmine

In questo registro, sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti, che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, abbiano due generazioni d’ascendenti Bruna linea carne ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

Registro genealogico principale maschi

In questo registro, sono iscritti tutti i maschi nati in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti, aventi due generazioni d’ascendenti Bruna linea carne ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

REGISTRI GENEALOGICI SUPPLEMENTARI

Registro genealogico supplementare femmine

In questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o provenienti dai paesi UE o dai paesi terzi equivalenti che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, abbiano una generazione d’ascendenti Bruna linea carne oppure un solo genitore Bruna linea carne noto o nessun genitore noto, ed in possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche.

Registro genealogico supplementare maschi

In questo registro sono iscritti tutti i maschi nati in Italia che non sono in possesso dei requisiti del registro genealogico principale maschi.

Articolo 11

LA VERIFICA DELL’ASCENDENZA

  1. L’UCLG, al fine di poter garantire la correttezza genealogica di ogni soggetto iscritto, si riserva la facoltà di sottoporre ad accertamento, anche ripetutamente, qualunque soggetto.
  2. L’allevatore deve rendere disponibili al test d’ascendenza i soggetti indicati dall’UCLG. Il rifiuto comporta la cancellazione della genealogia.
  3. I soggetti iscritti ai registri genealogici principali per i quali, a seguito di accertamento non ne sia confermata l’ascendenza dichiarata alla nascita, sono automaticamente iscritti ai registri genealogici supplementari.
  4. Metodologia e specifiche dell’accertamento d’ascendenza sono riportate nelle norme tecniche

Articolo 12

IDENTIFICAZIONE DEI BOVINI DI RAZZA BRUNA

  1. L’identificazione dei soggetti di razza Bruna avviene in osservanza e con le modalità previste dalla legislazione nazionale e comunitaria in vigore
  2. I criteri concernenti l’identificazione dei soggetti di razza Bruna iscritti al Libro genealogico sono riportati nelle norme tecniche.

Articolo 13

BANCA DATI, INFORMAZIONI, MODULI E DOCUMENTI DEL LIBRO GENEALOGICO

  1. Per il funzionamento del libro genealogico è costituita presso l’ANARB, un’unica banca dati contenente le informazioni riguardanti gli allevamenti aderenti ed ogni singolo animale iscritto al libro genealogico. Tale base dati fa parte del sistema informativo gestito dall’ANARB.
  2. La banca dati è strutturata ed organizzata in modo da consentire la consultazione dei registri genealogici, di cui all’articolo 9, ed il rilascio di certificati ufficiali.
  3. La base dati è alimentata con informazioni provenienti:
  4. dall’esterno, dai controlli funzionali ed altre fonti;
  5. da elaborazioni interne.
  6. Le informazioni provenienti dall’esterno sono definite nelle norme tecniche
  7. Per l’attività del libro genealogico, l’UCLG stabilisce gli elementi necessari per il suo funzionamento, elementi riportati nelle norme tecniche:
  8. detiene la base dati ufficiale del libro genealogico e gestisce il sistema informativo;
  9. predispone e/o realizza, la modulistica, i documenti ufficiali;
  10. emana le indicazioni per l’emissione dei documenti ufficiali e quant’altro si renda necessario dal progresso tecnico e per il miglioramento genetico.
  11. I documenti indicati nelle norme tecniche sono emessi su moduli ed indicazioni dell’UCLG.
  12. Chiunque faccia uso indebito, sottragga, alteri, contraffaccia i documenti ed i contrassegni o loghi dell’ANARB è perseguito a norma di legge.

Articolo 14

IL CERTIFICATO GENEALOGICO

  1. Il certificato genealogico, prodotto in ottemperanza della normativa comunitaria in vigore, è emesso per certificare i soggetti iscritti al libro genealogico e/o il materiale genetico da essi prodotto, secondo le modalità previste dalle norme tecniche.
  2. Nelle norme tecniche sono definiti:
  3. i requisiti che i soggetti devono soddisfare per il rilascio del certificato genealogico e le norme per la sua emissione;
  4. i documenti genealogici che devono accompagnare embrioni, ovuli, ecc , nonché quelli per l’esportazione di seme e genetica in senso generale.
  5. Hanno diritto al certificato genealogico i soli soggetti iscritti ai registri genealogici che siano stati sottoposti ai controlli così come prescritto dalle norme tecniche.
  6. Il certificato genealogico è rilasciato, su richiesta del proprietario, dall’Ufficio periferico sotto la cui competenza territoriale è nato il soggetto.
  7. autorizza il trasferimento dei dati genealogici di un soggetto, da un proprietario ad un altro;
  8. autorizza la presa in carico di un soggetto proveniente da un altro ufficio periferico, o da uno stato estero;
  9. certifica l’ascendenza di un soggetto;
  10. Per lo stesso animale è rilasciato un solo certificato originale. In caso di smarrimento o di necessità contingenti sono rilasciati dei duplicati o delle copie sui quali è riportata la dizione “duplicato” o “copia”.

I certificati genealogici dei bovini esportati ed i certificati che accompagnano l’esportazione e/o la commercializzazione di seme, ovuli od embrioni sono rilasciati dall’UCLG.

Il certificato genealogico deve essere prodotto con dati, procedure e moduli forniti dall’UCLG.

Articolo 15

MOSTRE – CONCORSI – PROMOZIONE

Le mostre e le altre eventuali manifestazioni ufficiali del libro genealogico devono essere organizzate in base a norme previste dall’apposito disciplinare.

Articolo 16

VALUTAZIONI GENETICHE

L’ANARB, in quanto giuridicamente responsabile del miglioramento della razza, effettua le valutazioni genetiche dei soggetti del libro genealogico, secondo le modalità previste dall’apposito disciplinare.

Articolo 17

OBBLIGHI DEGLI ALLEVATORI

Gli obblighi

  1. L’allevatore che ha ottenuto l’ammissione del proprio allevamento al libro genealogico, si impegna:
    1. ad osservare i disciplinari nonché le disposizioni impartite dall’UCLG per il funzionamento del libro genealogico;
    2. a concorrere al finanziamento delle attività del libro genealogico con le quote stabilite dalla competente APA;
    3. a sottoporre tutte le bovine dell’allevamento al controllo della produzione per la durata della loro carriera, secondo il regolamento dei controlli della produttività per le razze bovine da latte ed a tutte, le valutazioni, accertamenti ed altre disposizioni previsti dall’UCLG;
    4. a non utilizzare per la riproduzione tori non autorizzati.
    5. ad ottemperare alle disposizioni riguardanti avvisi, denuncie, tenuta dei bollettini e registri, partecipazioni anche con animali propri a specifiche attività del libro genealogico qualora gli uffici periferico o centrale del libro genealogico lo ritengano opportuno;
    6. a fornire agli uffici del libro genealogico informazioni aventi rilevanza selettiva sul proprio allevamento
    7. al rendere disponibili soggetti di particolare valore genetico per programmi e/o iniziative di miglioramento e promozione della razza,
    8. a partecipare attivamente al processo selettivo nazionale nelle modalità stabilite dal disciplinare per le valutazioni genetiche
    9. di permettere prelievi di materiale biologico agli animali segnalati dall’Ufficio centrale del Libro genealogico ai fini di accertamento dell’ascendenza o per altre analisi genetiche.

Articolo 18

I provvedimenti

  1. Per le infrazioni alle norme del presente disciplinare, l’allevatore è passibile dei seguenti provvedimenti:
    1. ammonimento;
    2. addebito del costo effettivo dei servizi relativi ai controlli funzionali e libro genealogico, d’intesa con l’AIA (Ufficio centrale dei controlli e della produttività)
    3. annullamento delle ascendenze di determinati soggetti, qualora emergano dubbi sulla loro identità;
    4. sospensione a tempo indeterminato dell’allevamento dal libro genealogico;
    5. radiazione dell’allevamento dal libro genealogico;
    6. denuncia all’autorità giudiziaria, nel caso di comprovata frode.
  2. I provvedimenti sono deliberati dall’ANARB, su proposta e/o sentito il parere dell’APA competente per territorio.

Articolo 19

FINANZIAMENTO DEL LIBRO GENEALOGICO

  1. Al finanziamento del libro genealogico si provvede in sede centrale e periferica con:
    1. quote associative
    2. contributi per servizi resi nell’ambito delle attività istituzionali
    3. contributi per materiale utile allo svolgimento dei compiti istituzionali a qualunque titolo messo a disposizione
    4. contributi comunitari, statali, regionali e provinciali in applicazione di leggi in materia zootecnica
    5. altre eventuali entrate

Articolo 20

DISPOSIZIONI GENERALI

  1. Per le bovine iscritte al libro genealogico il disciplinare dei controlli dell’attitudine produttiva per la produzione del latte nella specie bovina in vigore è applicato dall’AIA in accordo con l’UCLG del libro stesso.

L’ANARB può affidare agli UPLG dei controlli l’incarico di provvedere, secondo quanto previsto dai precedenti articoli, relativamente ai soggetti iscritti, altri eventuali compiti strettamente connessi con il funzionamento del libro genealogico.

Articolo 21

MODIFICA DEL DISCIPLINARE

Le norme tecniche, il disciplinare delle valutazioni genetiche, il disciplinare del corpo degli esperti ed il disciplinare delle mostre e manifestazioni, sono emanati dall’UCLG, previo conforme parere della Commissione tecnica centrale e su approvazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Le modifiche di iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall’ANARB, previo conforme parere della Commissione tecnica centrale, devono essere trasmesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, entro 60 giorni dalla data della delibera della Commissione tecnica centrale.

Le modifiche entrano in vigore dalla data del relativo decreto d’approvazione o, comunque, dopo 90 giorni dalla data di trasmissione delle stesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel caso non ci sia stato un parere contrario di quest’ultimo.

Articolo 22

  1. Le modifiche al presente disciplinare d’iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali o proposte dall’ANARB, su conforme parere della Commissione tecnica centrale, entrano ufficialmente in vigore dalla data del relativo decreto d’approvazione.

 


NORME TECNICHE DEI DISCIPLINARI DEL LIBRO GENEALOGICO DEI BOVINI DI RAZZA BRUNA

 

Articolo 1

OBIETTIVO E SCHEMA DI SELEZIONE

La selezione dei bovini di razza Bruna ha come obiettivo la produzione di soggetti di buona mole, statura e peso, robusti di costituzione e corretta conforma­zione, precoci per lo sviluppo e produttività, fecondi e longevi, di buona nevrilità, con attitudine ad elevata e costante produzione del latte ad alto titolo di grasso e proteine, in grado di fornire convenienti produzioni di carne, dotati di alta capacità di utilizzazione di tutti i foraggi aziendali.

SCHEMA DI SELEZIONE

 

Articolo 2

STRUMENTI DELLA SELEZIONE

La selezione della razza Bruna si avvale dei seguenti strumenti:

  • Il libro genealogico;
  • i controlli funzionali per il latte (quantità di latte, quantità e percentuali di grasso e proteine, cellule somatiche, caseina percentuale, lattosio, urea, ecc.);
  • i rilievi, morfologici, zoometrici e ponderali previsti dal performance-test;
  • la rilevazione della velocità di mungitura;
  • la rilevazione della facilità di parto;
  • la valutazione morfologica;
  • gli indici genetici per i caratteri produttivi, morfologici e funzionali;
  • le tipizzazioni genotipiche degli animali;
  • l’indice totale economico;

I criteri d’impiego degli strumenti della selezione sono stabiliti dalla Commissione Tecnica Centrale che ne cura l’aggiornamento.

Articolo 3

STRUTTURE DELLA SELEZIONE

Le strutture per la selezione della razza Bruna sono:

  • gli allevamenti di bovini di razza Bruna aderenti al Libro genealogico e sottoposti i controlli funzionali per le produzioni;
  • l’ufficio centrale del Libro genealogico;
  • gli uffici periferici del Libro genealogico;
  • il Centro genetico dell’ANARB;
  • i recapiti collegati ai Centri di produzione di materiale seminale per la distribuzione controllata d’un determinato numero di dosi seme dei tori abilitati all’inseminazione artificiale.

La gestione coordinata delle strutture della selezione ed in particolare dei Centri Genetici e le direttive sull’utilizzo dei tori in monta naturale ed inseminazione artificiale, sono stabilite dalla CTC che ne cura l’aggiornamento.

Al fine di indirizzare l’azione di miglioramento vengono indicati i requisiti per l’iscrizione.

 

Articolo 4

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DELLA BRUNA

FEMMINE

Caratteri generali
standard di razza Mantello marrone dal chiaro allo scuro, uniforme. Sono tollerate macchie bianche ventrali e piccole macchie non molto estese. Musello: generalmente scuro contornato di bianco. Cute della mammella non pigmentata. Peso di 500-700 kg in età adulta.
Caratteristiche morfologiche desiderabili
Spiccata funzionalità in particolare nella mammella. Struttura scheletrica solida e ben definita che evidenzi buoni caratteri da latte. Di seguito sono elencati i principali aspetti:
Anteriore Armonico nell’insieme; collo piuttosto allungato e sottile, ricco di pliche cutanee; garrese ben serrato pronunciato e piuttosto affilato; spalle armonicamente fuse con il collo; petto forte e ampio per contribuire ad aumentare la cavità toracica; arti in appiombo, ben distanziati, con ossa piatte.
Linea dorsale Rettilinea e/o leggermente rilevata, senza vuoto retroscapolare, con lombi larghi e forti senza depressione per essere di sostegno ad un capace addome.
Groppa Lunga e larga, all’incirca livellata con ischio leggermente più basso dell’ileo, con spina sacrale rilevata ma non alta; attacco di coda non piatto o rientrato o alto; coda piuttosto sottile.
Arti posteriori In appiombo, giustamente piazzati, forti, asciutti, con ossa piatte; cosce ben delineate e discese; garretti piatti e larghi, con leggera angolatura, esenti da tare, con tendini e vene evidenti.
Piedi Forti, ben serrati e compatti, con tallone alto e con unghia dura e resistente; pastoie forti.
Mammella

anteriore

Giustamente estesa in avanti e saldamente attaccata, non spaccata, quarti regolari con profilo leggermente arrotondato; vene addominali prominenti e tortuose con fontane ampie; tessuto spugnoso ed elastico.
Mammella

posteriore

Saldamente attaccata, alta e larga con profilo posteriore in linea o leggermente sporgente rispetto a quello delle natiche; quarti regolari con divisione in corrispondenza del legamento sospensorio centrale ben segnato; tessuto spugnoso ed elastico.
Legamento Sospensorio mediano forte, che divide la mammella in due parti uguali e simmetriche.
Capezzoli Di giuste dimensioni, uniformi, perpendicolari, inseriti al centro di ciascun quarto, cilindrici e terminanti tronchi e con un forte sfintere.
Piano inferiore e profondità mammella Deve essere parallelo al suolo ed al di sopra della linea dei garretti in relazione al numero dei parti.

MASCHI

Caratteri

generali

Le caratteristiche morfologiche desiderabili sono analoghe a quelle illustrate per le femmine ad esclusione degli aspetti specifici di quest’ultime e con ovvio riguardo alla mascolinità che si riflette in una maggior mole e una maggior potenza di ogni singola parte.

Assenza di gravi difetti riconosciuti trasmissibili alla discendenza.

Articolo 5

VALUTAZIONE MORFOLOGICA

La valutazione morfologica è armonizzata a livello Europeo dal 2008; essa comprende:

  • la punteggiatura che esprime il grado di perfezione di ogni singolo animale rispetto al modello ideale.
  • la descrizione lineare dei tratti morfologici con la quale si quantifica il grado, la misura biologica di ogni aspetto considerato utilizzando una scala lineare di valori che va da 1 a
  1. La punteggiatura si esprime, per vacche in lattazione e per tori oltre i 18 mesi di età, con punti da 60 a 99 corrispondenti alle qualifiche di seguito riportate:
  • 90-99 Ottimo
  • 85-89 Molto buono
  • 80-84 Buono +
  • 75-79 Buono
  • 70-74 Sufficiente
  • meno di 70 Insufficiente

Non sono iscritti al Libro genealogico i soggetti che riportano meno di 70 punti complessivi.

Per esprimere una corretta valutazione è opportuno conoscere l’età dell’animale, la distanza dal parto, ecc.

  1. La descrizione viene fatta su una scala lineare di valori che va da 1 a 9 con la quale ogni parte presa in considerazione viene misurata da un estremo biologico all’altro.

In sostanza non si codifica il risultato di un confronto fra due caratteristiche (quella presa in esame e l’ideale) ma si quantifica il grado, la misura biologica dell’aspetto considerato. Prendendo per esempio la statura, mentre i sistemi precedenti, in base a determinati parametri si limitava a definirla grande, media, piccola, col sistema lineare la si quantifica con valori crescenti dall’1 (molto bassa) al 9 (molto alta) con valori intermedi (3 bassa, 5 media, 7 alta).

Il rilevamento dei valori lineari dei tratti morfologici, per semplificazione operativa e contenimento dei costi, avviene routinariamente sulla base di stime effettuate dagli esperti e non sulla base oggettiva con di strumenti di misura (ippometro o nastro misuratore). In ogni caso vi sono specifici tratti da verificare con campionamenti mediante misure strumentali. Per alcuni tratti morfologici la condizione ottimale corrisponde al valore intermedio degli estremi biologici, mentre per altri corrisponde al valore estremo superiore.

Nell’assegnare i valori ai vari tratti lineari non si considera l’età dell’animale.

La descrizione lineare ed i rispettivi tratti da essa considerati sono esposti nella scheda di valutazione prevista nelle norme tecniche.

principali criteri di valutazione per i maschi

  1. Il punteggio totale è il risultato della somma dei valori dei tre parziali pesati a secondo della loro importanza cosi come di seguito indicata:
  • Forza e solidità (40%),
  • Groppa 20%);
  • Funzionalità arti e piedi (40%)
  1. Descrizione lineare: per ogni tratto cosi come descritto per le femmine e tranne per gli aspetti relativi alla mammella, viene indicato il valore lineare corrispondente, avendo come riferimento indicativo gli standard di razza.

principali criteri di valutazione per le femmine

  1. Il punteggio totale è il risultato della somma dei valori dei quattro parziali pesati a secondo della loro importanza cosi come di seguito indicata:
  • Forza e capacità produttiva (25 %)
  • Groppa (10%)
  • Funzionalità arti e piedi (25%)
  • Apparato mammario (40 %)
  1. Descrizione lineare: per ogni aspetto descritto sul retro della scheda, viene indicato il valore lineare corrispondente, avendo come riferimenti indicativi gli standard riportati per ognuno di essi ;
  2. Se recuperabile si indicano inoltre il codice corrispondente rispettivamente del temperamento e della mungibilità (descritti sul retro scheda).
  3. Se necessario si indica il numero corrispondente rispettivamente al difetto (quando presente) e alla condizione (quando è impossibile effettuare la valutazione) descritti sul retro della scheda.
  4. Come informazioni utili per le elaborazioni sono richieste le segnalazioni:
  • ora di inizio della valutazione
  • ora dell’ultima mungitura
  • data di valutazione
  • codice esperto valutatore.
  • allevamento (codice) nel quale viene effettuata la valutazione
  • il valore del BCS i cui parametri sono indicati sul retro della scheda.

 

Articolo 6

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DELLA BRUNA LINEA CARNE

FEMMINE

Caratteri generali
standard di razza Mantello marrone da sorcino a castano, uniforme. Musello: scuro, ardesia contornato di bianco. Unghie nere. Conformazione armonica con buone proporzioni tra le ampiezze e le altezze.  Peso di 500-600 kg in età adulta.
Caratteristiche morfologiche desiderabili
Rusticità e solidità accompagnate da buona mole. Di seguito sono elencati i principali aspetti:
Anteriore Testa non pesante con narici e mandibole larghe, corna abbastanza sottili (è ammessa da decornificazione), collo abbastanza lungo, garrese definito senza vuoto retroscapolare, spalle armonicamente fuse con il collo, petto ampio, arti in appiombo, ben distanziati, con ossatura solida.
Linea dorsale Rettilinea, con lombi larghi e forti.
Groppa livellata e con buone dimensioni, attacco della coda non rilevato, non infossatato o rientrato; coda abbastanza sottile.
Arti posteriori In appiombo, forti, con ossatura solida; cosce giustamente muscolose anche se non eccessivamente arrotondate; garretti robusti ed esenti da tare.
Piedi Forti, ben piazzati con unghia dura e resistente.
Mammella

 

saldamente attaccata, non spaccata, quarti regolari
 
Legamento Sospensorio mediano abbastanza forte.
Capezzoli Di giuste dimensioni, non troppo lunghi e/o grossi, uniformi, perpendicolari.
Pianoinferiore  mammella Parallelo al suolo ed al di sopra della linea dei garretti in relazione al numero dei parti.

MASCHI

Caratteri

generali

Le caratteristiche morfologiche sono analoghe a quelle illustrate per le femmine ad esclusione degli aspetti specifici di quest’ultime e con ovvio riguardo alla mascolinità che si riflette in una maggior mole e in una maggior solidità e robustezza di ogni singola parte.

Assenza di gravi difetti riconosciuti trasmissibili alla discendenza.

REQUISITI PER L’ISCRIZIONE DEI RIPRODUTTORI

BRUNA – LIBRO GENEALOGICO

Articolo 7

REGISTRI GENEALOGICI PRINCIPALI

FEMMINE

A questi registri sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o importate che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, rispondano alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

genealogici:

  • due generazioni d’ascendenti
  • padre iscritto ai registri genealogici principali Bruna nelle classi tori d’inseminazione artificiale oppure tori di monta naturale
  • madre iscritta ai registri genealogici principali o supplementari della razza Bruna
  • possedere almeno l’87,5% di genetica Bruna (Brown Swiss)

morfologici:

  • essere in possesso delle caratteristiche previste dallo standard di razza Bruna
  • se vacca, aver raggiunto il valore di almeno 70 punti nel punteggio finale

genetici:

Questo registro genealogico è suddiviso in tre classi in relazione al livello genetico dei soggetti.

L’appartenenza a queste classi è dinamicamente collegata agli indici genetici ed è determinata dai seguenti requisiti:

  • Madri toro per l’inseminazione artificiale
  • sono iscritte le femmine aventi rank dell’ITE o dell’ITE pedigree almeno 99 (miglior 1% della razza)
  • Madri di toro per la monta naturale
  • sono iscritte le femmine aventi rank dell’ITE almeno 80, oppure dell’ITE pedigree almeno 90
  • Anagrafico
  • sono iscritte le femmine con rank dell’ITE o dell’ITE pedigree inferiore a quello previsto per il registro genealogico principale bruna madri di toro per la monta naturale

MASCHI

A questi registri sono iscritti i maschi nati in Italia o importati che rispondono alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

genealogici:

  • due generazioni d’ascendenti
  • padre iscritto al registro genealogico principale tori Bruna
  • madre iscritta ai registri genealogici principali femmine Bruna.
  • possedere almeno l’87,5% di genetica Bruna (Brown Swiss)
  • possedere una diagnosi di accertamento dell’ascendenza con esito di compatibilità per entrambi i genitori

morfologici:

  • essere in possesso delle caratteristiche previste dallo standard di razza Bruna

Questo registro genealogico è suddiviso in due classi in relazione ai seguenti requisiti:

 

  • Tori d’inseminazione artificiale

genetici:

  • rank dell’ITE della valutazione genomica propria pari o superiore ad 92 e indice latte superiore a 0 (zero) a prescindere dai requisiti genetici della madre oppure madre con i requisiti del registro genealogico principale femmine Bruna madri di toro per l’inseminazione artificiale nel periodo di validità dei requisiti genetici (al concepimento, alla nascita oppure all’iscrizione del figlio).
  • padre: autorizzato all’inseminazione artificiale nel periodo di validità dei requisiti genetici
  • essere obbligatoriamente sottoposti ad accertamento per tutte le anomalie a base genetica conosciute al momento dell’analisi e risultare non portatore per quelle di tipo 1, come da specifiche esposte nel capitolo “Anomalie a base genetica”, come stabilito dalla classificazione esposta nella tabella “anomalie a base genetica” nelle norma tecniche.

morfologici:

  • aver conseguito nella valutazione morfologica almeno la qualifica di “Buono”.

Fatti salvi questi requisiti, l’appartenenza a questo registro è inoltre subordinata anche alle condizioni ed ai requisiti per i tori d’inseminazione artificiale stabiliti dal Disciplinare per le valutazioni genetiche dei riproduttori bovini di razza Bruna.

  • Tori di monta naturale

genetici:

  • rank dell’ITE della valutazione genomica propria pari o superiore ad 87 a prescindere dai requisiti genetici della madre oppure madre avente almeno i requisiti del registro principale femmine Bruna madri di toro di monta naturale nel periodo di validità dei requisiti genetici (al concepimento, alla nascita oppure all’iscrizione del figlio)
  • padre: autorizzato all’inseminazione artificiale o alla monta naturale nel periodo di validità dei requisiti genetici;
  • se in possesso di un accertamento per malattie a base genetica classificate di tipo 1, come da specifiche esposte nel capitolo “Anomalie a base genetica” [63-2-2013], questo deve avere esito “non portatore”.

Tutti i maschi da adibire alla riproduzione devono essere in possesso del certificato genealogico, la cui emissione è subordinata a quella del certificato di compatibilità dell’ascendenza.

Articolo 8

REGISTRI GENEALOGICI SUPPLEMENTARI

FEMMINE ANAGRAFICO

In questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o importate che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico rispondano alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che non sono in possesso dei requisiti previsti dai registri genealogici principali ed aventi le seguenti caratteristiche:

requisiti genealogici:

  • una sola generazione d’ascendenti Bruni nota oppure un solo genitore Bruno noto o nessun genitore noto

oppure

  • padre non autorizzato all’inseminazione artificiale o alla monta naturale

 requisiti morfologici:

  • essere in possesso delle caratteristiche previste dallo standard di razza Bruna

MASCHI ANAGRAFICO

In questo registro sono iscritti i maschi nati in Italia o importati che non possiedono i requisiti per l’iscrizione al registro genealogico principale maschi Bruna ed aventi le seguenti caratteristiche:

  • una sola generazione d’ascendenti Bruni nota oppure un solo genitore Bruno noto o nessun genitore noto

oppure

  • padre non autorizzato all’inseminazione artificiale o alla monta naturale

oppure

  • madre: con i requisiti del registro principale femmine anagrafico.

FEMMINE PROVVISORIO

In questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o importate che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico rispondano alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

requisiti genealogici:

  • almeno una generazione d’ascendenti
  • possedere una quota di genetica Bruna (Brown Swiss) inferiore all’87,5% e superiore al 12,5%
  • padre: iscritto al registro genealogico principale tori Bruna inseminazione artificiale o monta naturale

e

  • madre: iscritta al registro genealogico principale femmine Bruna linea carne

oppure

  • padre: iscritto al registro genealogico principale tori Bruna linea carne

e

  • madre: iscritta al registro genealogico principale femmine Bruna oppure al registro genealogico supplementare provvisorio Bruna.

 

BRUNA – LIBRO GENEALOGICO – SCHEMA

registri femmine maschi
PRINCIPALI

due generazioni ascendenti – Bruna >= 87,5%

Madri toro d’inseminazione artificiale

rank >= 99

Tori d’inseminazione artificiale
Madri toro di monta naturale

rank ITE ≥ 80 oppure ITEp ≥ 90

Tori di monta naturale

indice genomico –rank ITE ≥ 87 a prescindere dai requisiti genetici della madre

Anagrafico

rank < 90

 
SUPPLEMENTARI

Una generazione ascendenti o uno o nessun genitore

Anagrafico Anagrafico
PROVVISORIO

due generazioni ascendenti – Bruna <87,5% e >12,5%

Anagrafico  

BRUNA LINEA CARNE – REGISTRO ANAGRAFICO

Articolo 9

REGISTRI PRINCIPALI

FEMMINE

A questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o importate che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico, rispondano alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

genealogici:

  • due generazioni d’ascendenti
  • padre iscritto al registro genealogico principale Bruna linea carne
  • madre iscritta al registro genealogico principale o supplementare Bruna linea carne
  • possedere almeno l’87,5% di genetica Bruna linea carne

morfologici:

  • essere in possesso delle caratteristiche previste dallo standard di razza Bruna linea carne

MASCHI

A questo registro sono iscritti i maschi nati in Italia o importati che rispondono alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

genealogici:

  • due generazioni d’ascendenti
  • padre iscritto al registro genealogico principale Bruna linea carne
  • madre iscritta al registro genealogico principale Bruna linea carne
  • possedere almeno l’87,5% di genetica Bruna linea carne
  • possedere una diagnosi di accertamento dell’ascendenza con esito di compatibilità per entrambi i genitori

morfologici:

  • essere in possesso delle caratteristiche previste dallo standard di razza Bruna linea carne

Articolo 10

REGISTRI SUPPLEMENTARI

FEMMINE

A questo registro sono iscritte tutte le femmine nate in Italia o importate che, indipendentemente dall’età e/o dallo stato fisiologico rispondano alle prerogative indicate nell’art. 9 del Disciplinare del Libro genealogico e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

genealogici:

  • una sola generazione d’ascendenti Bruna linea carne nota oppure un solo genitore Bruna linea carne noto o nessun genitore noto.

morfologici:

  • essere in possesso delle caratteristiche previste dallo standard di razza Bruna linea carne

MASCHI

In questo registro sono iscritti tutti i maschi nati in Italia che non sono in possesso dei requisiti del registro genealogico principale maschi Bruna linea carne poiché dotati una sola generazione d’ascendenti Bruna linea carne nota oppure un solo genitore Bruna linea carne noto o nessun genitore noto.

BRUNA LINEA CARNE – REGISTRO ANAGRAFICO – SCHEMA

registri femmine maschi
PRINCIPALI

due generazioni ascendenti – Bruna linea carne>= 87,5%

Femmine linea carne Tori linea carne
SUPPLEMENTARI

Una generazione ascendenti o uno o nessun genitore

Anagrafico Anagrafico

Articolo 11

Periodo di validità dei requisiti genetici

Per periodo di validità dei requisiti genetici si intende il periodo di tempo, che intercorre tra la fecondazione/impianto embrione ed il 12° mese d’età del soggetto nato, in cui i requisiti genetici della madre e del padre rientrano tra quelli previsti nelle norme del Libro genealogico.

Se la data dell’inseminazione non fosse disponibile, essa è calcolata sulla base della data di nascita del figlio.

Articolo 12

Basi per la costituzione dei registri genealogici

Le basi per la costituzione dei registri genealogici, per l’attribuzione della nascita dei soggetti e per la costituzione ed il continuo e progressivo aggiornamento degli archivi informatizzati sono costituite da tutte le informazioni utili e/o necessarie ai fini selettivi e del Libro genealogico, stabilite dall’UCLG.

Tali informazioni, al fine della loro acquisizione nel Libro genealogico, possono figurare:

  • in procedure informatizzate specificatamente realizzate per la raccolta dei dati di campo all’atto del controllo funzionale ed approvate dall’UCLG
  • in specifici moduli cartacei.

MODULI DEL LIBRO GENEALOGICO

Articolo 13

DOCUMENTI DEL LIBRO GENEALOGICO

Per il funzionamento del Libro genealogico sono previsti i seguenti, documenti, moduli e schede:

  1. il certificato genealogico
  2. la dichiarazione d’origine
  3. la scheda genealogica individuale vacche/tori
  4. la scheda di valutazione morfologica mod.7/B e 7/A
  5. il certificato di accertamento dell’ascendenza;
  6. la dichiarazione di parto-nascita-marcatura (Mod.1);

Eventuali altri moduli, registri e schede che dovessero rendersi indispensabili per il miglior funzionamento del servizio saranno predisposti dall’UCLG. secondo le modalità previste dalle norme tecniche.

Certificato genealogico

Il Certificato genealogico è rilasciato ai maschi: e femmine iscritti nei registri genealogici principali;

Per uno stesso animale è rilasciato un solo certificato originale numerato. In caso di smarrimento, debitamente denunciato dall’interessato, può essere rilasciato un secondo certificato sul quale deve figurare la dicitura “duplicato”.

Nell’osservanza della decisione 29/07/1986 86/404/CEE, il certificato genealogico deve contenere e/o può essere accompagnato da altri documenti del Libro genealogico aggiornati, attestanti le prestazioni genetiche, produttive, morfologiche e quant’altro. Tale documentazione si rappresenta nella scheda genealogica individuale.

Il certificato genealogico è obbligatorio per:

  • i maschi adibiti all’Inseminazione artificiale od alla Monta naturale;
  • i soggetti e gli embrioni commercializzati in Italia;
  • i soggetti il materiale seminale e gli embrioni esportati.

Il Certificato genealogico per un soggetto è rilasciato dall’UP del Libro genealogico della provincia di nascita del soggetto stesso, a richiesta del proprietario.

Sono rilasciati dall’UCLG:

  1. i certificati genealogici per i soggetti esportati, sulla base dei certificati emessi dagli UPLG
  2. i certificati genealogici per gli embrioni commercializzati in Italia;
  3. i certificati genealogici per il materiale seminale e gli embrioni esportati.
  4. i certificati genealogici dei torelli in ingresso al Centro genetico.

Dichiarazione di origine

La dichiarazione d’origine è rilasciata dagli UPLG alle femmine del registro genealogico supplementare.

Le informazioni che devono comparire sul documento sono stabilite dall’UCLG.

Scheda genealogica individuale vacca/toro

La scheda genealogica è un documento ufficiale che riporta tutti i dati anagrafici, genealogici, genetici, produttivi, riproduttivi, e vitali del soggetto, dei genitori e dei nonni tecnicamente utili e rilevanti ai fini della valorizzazione dei soggetti iscritti ed alla procedura di certificazione degli stessi.

La scheda genealogica aggiornata deve accompagnare il certificato genealogico in occasione di compravendita, scambio intracomunitario od esportazione in paesi terzi di animali vivi e seme, del quale diviene parte integrante.

La scheda genealogica è rilasciata dagli UPLG e/o UCLG.

Le informazioni che devono comparire sul documento sono stabilite dall’UCLG.

 

Scheda di valutazione morfologica

                                          

Articolo 14

ISCRIZIONE SOGGETTI ESTERI AL LIBRO GENEALOGICO

Visto l’art. 11 del Disciplinare del Libro genealogico, i soggetti provenienti da paesi terzi, per essere iscritti al Libro genealogico italiano devono disporre dei seguenti requisiti:

  • il registro di appartenenza nel Libro genealogico del paese d’origine sia dichiarato dall’UCLG corrispondente al registro del Libro genealogico della razza bruna italiana
  • ufficialmente identificati
  • accompagnati dal certificato genealogico come previsto dalla normativa comunitaria vigente

I tori per funzionare negli allevamenti del Libro genealogico devono disporre dei marcatori genetici del DNA del soggetto e dei genitori

L’importazione del seme di tori o di embrioni, deve essere accompagnata dal certificato genealogico e dai marcatori genetici del DNA del soggetto e dei genitori.

Articolo 15

IDENTIFICAZIONE

Per i bovini di allevatori aderenti al Libro genealogico della razza Bruna, sono riconosciute valide ed acquisite a tutti gli effetti, per gli usi e le applicazioni ai fini del Libro genealogico, le identificazioni ufficiali previste dalle normative in vigore.

Per contrassegno auricolare si rappresenta qualsiasi soluzione che consenta di riportare sull’orecchio dell’animale il suo codice di identificazione (marca in plastica, marca metallica, tatuaggio).

Per altri metodi di identificazione si rappresenta, qualsiasi altra soluzione messa a disposizione dalla tecnologia che consenta di identificare inequivocabilmente un animale.

L’applicazione del tatuaggio è raccomandata sui soggetti iscritti al Libro genealogico

RIPRODUZIONE

Articolo 16

INSEMINAZIONE ARTIFICIALE

Lo strumento fondamentale ai fini del miglioramento della razza è l’inseminazione artificiale.

Sulla base di queste premesse viene precisato quanto segue:

  1. In l’inseminazione artificiale possono essere utilizzati solamente tori autorizzati dall’UCLG, che, in seguito alle periodiche elaborazioni delle valutazioni genetiche, sono inclusi nell’elenco dei tori autorizzati dall’UCLG, secondo le direttive della Commissione tecnica centrale;

Per i riproduttori di particolare interesse genetico, di particolari linee genetiche o di provenienza estera possono essere concesse deroghe dall’Ucda ratificare dalla Commissione tecnica centrale.

Per alcuni tori positivi alla valutazione genetica, l’UCLG può, in deroga, non richiedere la valutazione morfologica.

Ad ogni nuovo calcolo e pubblicazione degli indici genetici dei tori l’UCLG comunica ai centri d’IA l’elenco dei tori ufficialmente autorizzati alla IA.

L’allevatore, in via eccezionale, può utilizzare, solo nel proprio allevamento, le dosi dei tori non autorizzati già in suo possesso.

  1. i tori non ancora provati possono essere ammessi dall’ANARB all’impiego in IA, al solo scopo di effettuare le prove di progenie, secondo le norme previste;
  2. l’UCLG annulla l’iscrizione di soggetti nati da inseminazione artificiale con materiale seminale non autorizzato;

Ogni partita di seme oggetto di esportazione deve essere accompagnata dal certificato genealogico per l’esportazione e dai marcatori genetici del DNA del soggetto e dei genitori;

Ogni partita del seme di ogni toro oggetto d’esportazione in paesi terzi deve essere autorizzata dall’UCLG, conformemente a quanto previsto dalle normative vigenti.

L’ente importatore del materiale seminale deve fornire ad ANARB, a titolo gratuito, cinque dosi di seme per ogni nuovo toro importato. Tali dosi diventano di proprietà ANARB e possono essere usate per successive analisi.

I tori dopo 60 giorni dall’uscita dal Centro genetico sono abilitati all’inseminazione artificiale.

Sono ammessi al Centro genetico anche i torelli aventi un rank per l’ITE da indici genomici pari o superiore a 92 a prescindere dai requisiti della madre.

I tori giovani con indice genomico pari o superiore a rank 92 e indice latte superiore a 0 (zero) possono non essere sottoposti a prove di progenie ma sono considerati di libera distribuzione.

Articolo 17

TRAPIANTO EMBRIONALE

L’allevatore che intende effettuare il trapianto embrionale, attraverso l’ufficio periferico deve:

  • assicurarsi che i marcatori genetici del DNA della donatrice e del toro , sulla base delle indicazioni impartite dall’UCLG, siano già depositati oppure provvedere in merito.
  • fecondare di norma la donatrice con un solo toro per ogni ciclo estrale. Qualora desideri espressamente fecondare la vacca con due tori, ne deve fare espressa richiesta. L’UCLG può dare l’autorizzazione dopo aver verificato che non vi sia rischio d’attribuzione della paternità
  • dichiarare la nascita di ogni soggetto utilizzando la “cartolina di nascita mod. 1”.
  • I soggetti nati da ET prodotti in allevamenti non aderenti al Libro genealogico non sono iscrivibili.

I soggetti nati da trapianto embrionale o da tecniche analoghe sono iscritti fin dalla nascita al Libro genealogico; essi devono essere sottoposti ad accertamento d’ascendenza obbligatorio entro un’età massima stabilita dall’UCLG, superata la quale o nel caso di mancata conferma, quest’ultimo, ne cancella la genealogia.

E’ considerato a tutti gli effetti trapianto embrionale anche la maturazione in vitro di oociti, la loro successiva fecondazione e trapianto su bovine riceventi;

L’esportazione di ogni embrione in paesi terzi, deve essere autorizzata dall’UCLG conformemente a quanto previsto dalle normative vigenti.

Articolo 18

SOGGETTI NATI DA EMBRIONI PRODOTTI IN PAESI EXTRA UE

possono essere iscritti al Libro genealogico i soggetti bruni nati da embrioni prodotti in paesi extra UE fatto salvo il possesso dei requisiti previsti dalla normativa comunitaria per lo scambio di animali vivi.

Articolo 19

PIANI D’ACCOPPIAMENTO

L’impostazione e la conduzione tecnica dei piani d’accoppiamento è attuata dall’ANARB in quanto giuridicamente responsabile del miglioramento selettivo della razza.

Il programma confronta i dati genetici di tutti i tori autorizzati, siano essi italiani e di importazione ad ogni uscita di indici genetici, con quelli di tutte le vacche e manze presenti negli allevamenti iscritti al Libro genealogico. e, dopo avere esaminato gli indici genetici produttivi e morfologici dei soggetti appena citati, ed aver individuato per ognuna di esse i tre punti più deboli, sceglie i due migliori tori tra quelli segnalati dal tecnico o dall’allevatore, allo scopo  di migliorare nella discendenza le caratteristiche desiderate.

La metodologia ed i parametri da utilizzare nelle elaborazioni sono determinati dalla Commissione tecnica centrale, ed a giudizio di questa possono subire modifiche in rapporto all’evoluzione scientifica.

La scelta definitiva del toro da utilizzare verrà comunque fatta dall’allevatore nella rosa dei riproduttori proposti, tenendo conto delle particolari linee di sangue.

Articolo 20

ACCERTAMENTO D’ASCENDENZA E ANALISI GENETICHE

L’accertamento d’ascendenza (paternità e/o maternità) è effettuato utilizzando metodologie ufficialmente riconosciute a livello internazionale ed approvate della Commissione tecnica centrale.

L’accertamento dell’ascendenza può essere effettuato anche con l’ausilio delle analisi genomiche.

L’UCLG in relazione alla diagnosi di accertamento dell’ascendenza conferma oppure non riconosce la paternità e/o maternità registrate.

Il materiale biologico fornito per l’analisi, secondo le indicazioni impartite dall’UCLG, resta a disposizione dell’ANARB per qualsiasi esigenza o analisi successiva;

Obbligo del testaggio

Tutti i riproduttori maschi da adibire alla riproduzione in inseminazione artificiale e tutti i soggetti nati da embryo transfer o tecniche analoghe, devono essere in possesso del certificato d’ascendenza.

Per le femmine può essere richiesto, anche a campionatura, l’accertamento dell’ascendenza registrata

I soggetti scelti nel programma di campionatura debbono obbligatoriamente essere testati. l’UCLG e gli UPLG possono effettuare, in stalla o in occasione di manifestazioni, specifici prelievi di materiale biologico per l’accertamento d’ascendenza e/o per analisi genetiche anche a soggetti già precedentemente testati.

In caso di diagnosi incompatibile per la paternità e/o maternità o dubbia paternità e maternità è opportuno effettuare il ritestaggio del soggetto e della madre.

Ai soggetti con paternità e/o maternità incompatibili viene cancellato l’ascendente incompatibile.

Il materiale biologico fornito per le analisi genetiche, secondo le indicazioni impartite dall’UCLG, resta a disposizione dell’ANARB per qualsiasi esigenza o analisi successiva.

i risultati delle analisi genotipiche possono essere usati dall’ANARB per qualsiasi tipo di elaborazione statistica successiva

Certificazione d’ascendenza i obbligatoria per i maschi e per soggetti ET

Il certificato che attesta la compatibilità della paternità e maternità di un soggetto è emesso dall’UCLG oppure dall’UPLG, sulla base dei risultati dei test d’ascendenza della terna figlio/madre/padre.

Nel caso che la madre del soggetto sia stata eliminata per macellazione urgente, rendendo impossibile il test per la maternità, potrà essere emesso il certificato d’ascendenza solo per la paternità, previo invio all’UCLG di una segnalazione di morte per macellazione.

Gli UPLG possono rilasciare il certificato genealogico ai tori con i requisiti per la monta naturale solo se i marcatori genetici del DNA sono depositati

La norma vale anche per i figli di vacche importate gravide da paesi esteri. Eventuali deroghe potranno essere concesse di volta in volta dall’UCLG.

Articolo 21

ANOMALIE A BASE GENETICA

Esse sono elencate nella “Tabella delle anomalie a base genetica” e così classificate e tra loro distinte:

tipo 1:     le anomalie a base genetica indesiderate che, per la loro rilevanza, costituiscono un pericolo per la razza; pertanto esse devono essere soggette ad azioni di vigilanza ed intervento per limitarne la diffusione in popolazione mediante il non utilizzo dei riproduttori portatori ed esclusione dei maschi dall’attività riproduttiva in IA e in monta naturale

tipo 2:     le anomalie a base genetica, che non costituiscono una seria minaccia per la razza e non determinano l’esclusione dei soggetti dalla riproduzione.

 

Tabella delle anomalie a base genetica
Tipo anomalia Anomalia Sigle anomalie sui documenti ufficiali
non portatore portatore
1 Weaver

SMA – atrofia muscolare spinale

Aracnomelia

SDM – dismielinizzazione del midollo spinale

WEF

SMF

ARF

SDF

WEC

SMC

ARC

SDC

2 Aplotipo BH2 BHF BHC

 

La Commissione tecnica centrale classifica le anomalie a base genetica e aggiorna la tabella.

Per tutti i soggetti testati per le anomalie a base genetica, devono essere pubblicate le informazioni a queste relative.

I maschi destinati alla riproduzione in IA devono obbligatoriamente essere sottoposti a test per verificare lo stato di portatore per tutte le anomalie a base genetica conosciute al momento dell’analisi.

I maschi autorizzati alla riproduzione in IA o monta naturale quando i test d’analisi per le “anomalie a base genetica” non erano disponibili, mantengono lo stato di autorizzazione alla riproduzione precedentemente assegnato.

I tori con seme prodotto all’estero sono trattati al pari dei tori italiani o secondo il principio di reciprocità con il paese di origine.

Articolo 22

ESPERIMENTO BROWN SWISS

Allo scopo di evitare che si effettuino importazioni che possano nuocere alla selezione della razza ed in considerazione della necessità di poter disporre con continuità di dati sulla brown swiss, necessari per qualsiasi tempestivo intervento correttivo, l’importazione del seme di tori con sangue brown swiss deve essere effettuata direttamente dall’Associazione nazionale di razza.

Gli allevatori che intendono utilizzare il seme Brown swiss dovranno fare la prenotazione presso le Associazioni Allevatori di primo grado che provvedono a trasmetterla all’UCLG presso l’ANARB.

Il seme importato, depositato presso un centro d’inseminazione artificiale, è distribuito tramite i centri d’IA. ed i recapiti.

Articolo 23

CLONI

L’iscrizione al libro genealogico ed il trattamento dei soggetti originati da clonazione è consentito purché siano rispettate le seguenti condizioni:

  1. PREROGATIVE DI BASE/DOCUMENTAZIONE
  • dichiarazione dell’interessato (ente, laboratorio, centro) che:
  • il clone è stato ottenuto nel quadro di una sperimentazione autorizzata ai sensi delle vigenti leggi
  • il donatore è iscritto al libro genealogico della razza Bruna.
  • l’ente (laboratorio, centro, ecc), che ha effettuato la clonazione, deve inoltre dichiarare per iscritto l’operazione svolta indicando, per ogni soggetto originato, alcune informazioni quali: la data di nascita del clone, il suo codice ID, i marcatori genetici del DNA, la tecnica impiegata e quant’altro si renda utile conoscere;
  • accertamento dell’identità genetica
  • confronto mediante marcatori genetici del DNA tra clone e donatore con esito positivo;
  • identificazione
  • ogni clone deve essere identificato secondo la normativa vigente;
  • registrazione e trattamento dati
  • l’UCLG adotta le misure necessarie affinché il clone sia riconoscibile sui documenti ufficiali e negli archivi;
  • le figlie del clone saranno considerate, ai soli fini selettivi, come figlie del donatore;
  1. IMPIEGO DEI CLONI AI FINI RIPRODUTTIVI
  • i requisiti del donatore sono anche quelli del clone.
  • L’impiego di un clone ai fini riproduttivi è consentito in via sperimentale ed è sottoposto ad autorizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sentito il parere dell’Istituto sperimentale per la zootecnia di Roma, ai sensi dell’articolo 6 della legge 30/91.
  • L’ente o figura interessata all’impiego di un clone ai fini riproduttivi deve farne richiesta al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attraverso l’ANARB, presentando un protocollo di sperimentazione.
  • Nell’ambito dell’autorizzazione a scopo sperimentale, la Commissione tecnica centrale, sulla base del protocollo di sperimentazione, fissa:
  • per cloni maschi: quantità di seme da prelevare, numero d’inseminazioni ammesse, altri requisiti;
  • per cloni femmine: numero massimo di soggetti vitali totali da ottenere (inseminazione, flushing, ovum pick-up/fecondazione in vitro, splitting), altri requisiti.

 


DISCIPLINARE PER LE VALUTAZIONI GENETICHE DEI RIPRODUTTORI BOVINI DI RAZZA BRUNA

Articolo 1

L’impostazione e la conduzione tecnica delle valutazioni genetiche è attuata dall’ANARB – UCLG, in quanto giuridicamente responsabile dell’azione di miglioramento selettivo della razza e che si persegue mediante

  • valutazione genomica
  • performance test
  • prove di progenie
  • valutazione genetica dei tori
  • valutazione genetica delle vacche
  • valutazione genetica per il carattere funzionale mungibilità.

 

Articolo 2

PERFORMANCE TEST

Il performance test è attuato presso il Centro genetico dell’ANARB. Con questo programma si evidenziano quei torelli, già preventivamente scelti per la genealogia, che, attraverso periodici controlli tecnici, risultano idonei ad essere inseriti in un ciclo di prova di progenie.

Alcuni giovani riproduttori, nazionali ed importati, di particolari linee genetiche riconosciute dall’UCLG, non sottoposti al performance test, dovranno comunque essere controllati dall’ANARB per quanto riguarda lo sviluppo, la morfologia e la fertilità.

Al momento dell’entrata al centro genetico un torello deve essere accompagnato da:

  • un’analisi genotipica del soggetto secondo le indicazioni impartite dall’UCLG; qualora il torello sia privo dell’analisi genotipica, questa è effettuata durante il performance test al centro genetico dell’ANARB a spese dell’ ente proprietario del toro;
  • un campione biologico della madre secondo le indicazioni impartite dall’UCLG;

Possono essere ammessi in prova di progenie ed utilizzati in inseminazione artificiale, al fine del conseguimento della valutazione genetica, i tori che abbiano superato il performance test presso il Centro genetico dell’ANARB ed i tori giovani esteri appartenenti a programmi di prove di progenie internazionali ufficialmente riconosciuti dall’ANARB.

Sono ammessi al performance test vitelli che al momento dell’ingresso al Centro genetico abbiano i requisiti per l’iscrizione al registro genealogico principale Bruna tori di inseminazione artificiale, la cui madre in possesso dei requisiti (al concepimento, alla nascita o all’iscrizione del figlio) abbia il rank dell’ITE oppure in assenza dell’ITEp pubblicati non inferiore a 99.

Sono ammessi al performance test anche i torelli che al momento dell’ingresso al Centro genetico abbiano un rank per l’ITE da indici genomici pari o superiore a 92 a prescindere dai requisiti della madre.

Articolo 3

PROVE DI PROGENIE

Le prove di progenie si svolgono attraverso un programma che prevede:

  • impegno di ogni allevamento a partecipare attivamente alla prova di progenie destinando una parte delle femmine all’inseminazione con i tori in prova di progenie nella percentuale che è definita dalla Commissione tecnica centrale.
  • Scelta dei giovani tori che abbiano superato il performance test presso il Centro genetico dell’ANARB.
  • Piano d’inseminazione che prevede l’utilizzo di tutti i tori ammessi alle prova di progenie.
  • L’utilizzo dei tori in prova di progenie, avviene in modo continuativo e costante durante tutto il periodo dell’anno; i tori dopo circa 1000 inseminazioni sulle vacche iscritte al Libro genealogico, passano nella fase di attesa e sono sostituiti da altri tori.
  • Il seme di tori in prova di progenie potrà essere utilizzato solo con l’autorizzazione dell’UCLG.
  • Il seme dei tori in attesa dei risultati delle prova di progenie non può essere impiegato.
  • Piano di stoccaggio dosi di seme congelato da utilizzarsi alla fine del periodo di attesa se i riproduttori saranno autorizzati alla IA.
  • Controllo di attitudine alla produzione della carne nei figli maschi attraverso eventuali programmi che l’ANARB attua in collaborazione con enti e centri di ingrassamento all’uopo convenzionati.
  • Valutazione dell’attitudine della produzione del latte e dei suoi derivati con il programma “Valutazione genetica dei tori”.
  • I tori giovani e con indice genomico pari o superiore a rank 92 e indice latte superiore a 0 (zero) possono non essere sottoposti a prove di progenie ma considerati di libera distribuzione.

Articolo 4

VALUTAZIONE GENETICA/GENOMICA DEI TORI

La “Valutazione genetica dei tori” misura la capacità di un toro a trasmettere alla di-scendenza determinati caratteri atti ad elevare economicamente la potenzialità produttiva nell’ambito della razza.

Le valutazioni genetiche dei tori Bruni italiani rientrano nelle “Prove di campo”; le indagini e i controlli vengono svolti sulle figlie dei riproduttori presso le stalle dei singoli allevatori.

Per analisi genotipica: s’intende un’analisi sul DNA di un soggetto utilizzando il metodo di riferimento per i bovini secondo le indicazioni impartite dall’UCLG.

Per valutazione genomica: s’intende una valutazione genetica che incorpora nella valutazione tradizionale anche le informazioni derivanti dall’analisi genotipica di un soggetto.

Fasi della valutazione genetica dei tori sono:

  • La metodologia ed i parametri da utilizzare nelle elaborazioni sono determinati dalla Commissione tecnica centrale, ed a giudizio di questa possono subire modifiche in rapporto all’evoluzione scientifica.
  • Applicando le direttive della Commissione tecnica centrale, l’UCLG dopo ogni elaborazione della valutazione genetica, pubblica l’elenco dei tori autorizzati per la inseminazione artificiale.

Nei documenti ufficiali del Libro genealogico, compresi i cataloghi delle Manife-stazioni ufficiali, sono riportate valutazioni genetiche elaborate dall’UCLG.

Le valutazioni genetiche dei Libri Genealogici esteri riconosciuti, sono ufficializzate dopo la conversione degli indici genetici esteri, sulla base delle delibere della Commissione tecnica centrale

Articolo 5

VALUTAZIONE GENETICA/GENOMICA DELLE VACCHE

Con l’indice vacche si esprime la capacità genetica e produttiva di ogni singola bovina.

La metodologia ed i parametri da utilizzare nelle elaborazioni sono determinati dalla Commissione tecnica centrale, ed a giudizio di questa, possono subire modifiche in rapporto all’evoluzione scientifica.

Per analisi genotipica: s’intende un’analisi sul DNA di un soggetto utilizzando il metodo di riferimento per i bovini secondo le indicazioni impartite dall’UCLG.

Per valutazione genomica: s’intende una valutazione genetica che incorpora nella valutazione tradizionale anche le informazioni derivanti dall’analisi genotipica di un soggetto.

Nei documenti e pubblicazioni ufficiali del Libro genealogico, compresi i cataloghi delle Manifestazioni Ufficiali, sono riportate le valutazioni genetiche elaborate dall’UCLG.

Articolo 6

VALUTAZIONE GENETICA PER IL CARATTERE FUNZIONALE MUNGIBILITÀ

Per mungibilità si intende il possesso da parte di una bovina di tutte quelle caratteristiche che permettono una veloce e emissione del latte, con un buon equilibrio tra le percentuali di latte emesso dai quattro quarti e con assente o ridotta sgocciolatura.

Articolo 7

PROGRAMMA DI CONTROLLO DELLA MUNGIBILITÀ

L’ANARB svolge il controllo della mungibilità a livello nazionale con un programma coordinato tra le razze dei bovini da latte e l’Ufficio centrale della produttività. Le prove si svolgono con apparecchiature che rilevano parametri caratteristici della mungibilità.

Articolo 8

ELABORAZIONE E CERTIFICAZIONE DEI DATI RACCOLTI

I dati raccolti vengono elaborati:

  • per singolo soggetto, i cui risultati possono essere forniti agli allevatori;
  • per linee paterne, al fine di valutare tale carattere nei riproduttori attraverso gli indici genetici.

La metodologia ed i parametri da utilizzare nelle elaborazioni sono determinati dalla Commissione tecnica centrale, ed a giudizio di questa, possono subire modifiche in rapporto all’evoluzione scientifica.

Nei documenti e pubblicazioni ufficiali del Libro genealogico, gli unici dati dell’attitudine alla mungitura, che possono venire riportati, sono quelli elaborati dall’UCLG.

Articolo 9

PUBBLICAZIONE DEI DATI

Nei documenti ufficiali del Libro genealogico, compresi i cataloghi delle manifestazioni ufficiali, sono riportate valutazioni genetiche elaborate dall’UCLG.

Articolo 10

MODIFICHE AL DISCIPLINARE

Le modifiche al Disciplinare di iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall’ Associazione nazionale Allevatori Bovini di razza Bruna, previo conforme parere della Commissione tecnica centrale, devono essere trasmesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, entro 60 giorni dalla data della delibera della Commissione tecnica centrale.

Le modifiche entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione o comunque dopo 90 giorni dalla data di trasmissione delle stesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel caso non ci sia stato un parere contrario di quest’ultimo. 

 


DISCIPLINARE DEL CORPO DEGLI ESPERTI

Articolo 1

L’Associazione nazionale Allevatori Bovini di razza Bruna (ANARB), secondo quanto previsto dagli artt. 3 e 7 del Disciplinare per il Libro genealogico della razza Bruna stessa, ha istituito il “Corpo degli esperti”.

Articolo 2

Il Corpo degli Esperti è composto da:

  1. Esperti provinciali
  2. Esperti nazionali
  3. Ispettori di razza
  4. Albo d’oro – esperti che si sono particolarmente distinti nel campo della selezione e non più in attività.

Responsabile del funzionamento del Corpo degli Esperti nazionali è il Comitato direttivo dell’Associazione nazionale d’intesa con l’UCLG.

In particolare deve essere seguito il comportamento degli Esperti nell’espletamento della loro attività, specie per quanto concerne idoneità, decoro e prestigio.

Il Comitato direttivo, su motivato parere del Comitato consultivo ed in relazione alle segnalazioni ed ai rilievi emersi, anche in occasione di sopralluoghi, esamina gli opportuni interventi ed i provvedimenti da adottare.

Articolo 3

L’Esperto di razza, dopo che lo stesso ha superato l’esame teorico-pratico, viene nominato dal Comitato direttivo dell’Associazione nazionale, avendone riconosciuta la capacità tecnica e la competenza specifica.

La qualifica di Esperto, da chiunque acquisita nei modi previsti dal presente Disciplinare, implica l’iscrizione nell’elenco ufficiale degli Esperti, elenco che ogni anno, entro il mese di giugno, è pubblicato sull’organo ufficiale dell’Associazione.

In tale elenco gli Esperti figurano suddivisi in quattro sezioni:

  • Esperti provinciali
  • Esperti nazionali
  • Ispettori di razza

Albo d’oro – esperti che si sono particolarmente distinti nel campo della selezione e non più in attività.

Gli Esperti provinciali e gli Esperti nazionali decadono ogni tre anni e possono essere riconfermati a giudizio insindacabile del Comitato direttivo dell’Associazione nazionale che, su motivato parere del Comitato consultivo, potrà decidere sull’opportunità di rinunciare all’opera di taluni, prima della scadenza del mandato.

Gli esperti dell’Albo d’oro e gli Ispettori di razza, sono iscritti nell’elenco ufficiale a tempo indeterminato.

Articolo 4

Il Comitato direttivo dell’Associazione nazionale nomina il Comitato consultivo esperti.

Per quanto riguarda i componenti con qualifica di esperto di razza, deve essere salvaguardata la rappresentatività geografica con almeno un esperto del nord, uno del centro ed uno del sud.

Il Comitato consultivo esperti è formato da:

  • presidente dell’ANARB o suo delegato;
  • 1 funzionario dei servizi zootecnici del Ministero delle Politiche agricole;
  • 2 ispettori di razza;
  • 2 esperti nazionali di razza;
  • 2 esperti provinciali di razza;
  • il direttore dell’ANARB o persona da questi delegata con funzioni di segretario.

Con frequenza triennale, in occasione della riunione annuale degli Esperti, gli stessi propongono al Comitato direttivo dell’ANARB, al fine della nomina del Comitato consultivo esperti, un elenco preferenziale di ispettori, esperti nazionali ed esperti provinciali di razza.

Il Comitato consultivo esperti elegge, nel proprio ambito, il presidente scegliendolo fra i componenti con qualifica di esperto.

Il Comitato consultivo esperti resta in carica tre anni; il suo rinnovo coincide con quello del Comitato direttivo dell’ANARB.

Le riunioni del Comitato consultivo sono valide quando sono presenti la metà più uno dei componenti.

Le delibere del Comitato consultivo esperti hanno carattere consultivo ed acquistano valore esecutivo solo se ratificate dal Comitato direttivo dell’ANARB.

Le delibere sono prese a maggioranza assoluta dei presenti; nel caso di parità é decisivo il parere del presidente.

Il Comitato tratta questioni eminentemente tecniche, ma ha anche l’obbligo di riferire al Comitato direttivo dell’ANARB sul comportamento e su quanto riguarda il decoro ed il prestigio degli esperti stessi.

Il presidente del Comitato consultivo, d’intesa con l’UCLG, convoca le riunioni e ne riferisce le proposte al Comitato direttivo dell’ANARB.

ESAME PER ESPERTO DI RAZZA

Articolo 5

Per la nomina ad Esperto, i candidati devono aver partecipato con esito positivo all’apposito corso di formazione e superato un esame specifico.

Le domande per l’ammissione al corso, tramite le Associazioni Allevatori di primo grado e, previo parere della Sezione di Razza, dovranno essere dirette all’Associazione nazionale, la quale decide sull’ammissione o meno del candidato.

Le Associazioni non devono accettare le richieste di persone che svolgono, o intendono svolgere, attività commerciali nel campo della zootecnia.

Articolo 6

La Commissione esaminatrice è composta dal segretario del Comitato e da tre esperti designati dal Comitato direttivo dell’Associazione, scelti in una rosa di almeno sei nominativi proposti dal Comitato consultivo degli esperti.

Ne fa parte di diritto, inoltre, un funzionario dei Servizi zootecnici del Ministero per le Politiche Agricole.

La Commissione esaminatrice, con giudizio insindacabile, stabilisce l’idoneità del candidato ad essere proposto per la nomina ad esperto provinciale.

ESAME TEORICO

Articolo 7

L’esame teorico per la nomina ad Esperto provinciale, verte in particolare sui seguenti argomenti:

  • elementi di anatomia, di zoognostica, di fisiologia e di meccanica animale dei bovini;
  • la razza Bruna finalità della sua selezione, caratteri, tipo, funzioni;
  • statuto dell’Associazione nazionale, Disciplinare del Libro genealogico, Regolamento delle manifestazioni zootecniche.

I candidati che, a giudizio insindacabile della Commissione Esaminatrice, sono ritenuti idonei nella prova teorica, vengono ammessi agli esami pratici.

ESAME PRATICO

Articolo 8

L’esame pratico per la nomina ad Esperto, si svolge in presenza di soggetti opportunamente scelti e predisposti.

Gli esami vertono sui criteri di valutazione morfologica della razza.

In particolare:

  • vengono presentati agli esaminandi i soggetti da giudicare, come se si trattasse di una mostra ufficiale;
  • vengono inoltre presentati agli esaminandi i soggetti da valutare, secondo la scheda di valutazione in vigore;
  • gli esaminandi devono, altresì, commentare i criteri seguiti nella valutazione e rispondere alle domande che i componenti la Commissione rivolgeranno loro.

NOMINA DEGLI ESPERTI PROVINCIALI

Articolo 9

La nomina degli Esperti provinciali è di competenza del Comitato direttivo dell’Associazione nazionale, che proclama “Esperti provinciali” i candidati dichiarati “idonei” dalla Commissione esaminatrice e riconosciuti, con giudizio insindacabile, in possesso delle qualità previste dall’art. 3 del presente Disciplinare.

Esperti nazionali ed Ispettori di razza – La nomina ad Esperto nazionale e ad Ispettore di razza è concessa, insindacabilmente, dal Comitato direttivo dell’Associazione nazionale a quegli Esperti che abbiano dimostrato di possedere i necessari requisiti.

Gli Esperti, per svolgere l’attività valutativa, dovranno partecipare ad un periodo di tirocinio pratico a fianco di Ispettori ed Esperti con adeguata esperienza professionale e devono, inoltre, confermare le loro capacità tecniche, in occasione degli appositi incontri d’aggiornamento organizzati dall’UCLG.

Gli esperti di razza, che hanno superato positivamente il tirocinio pratico e che danno la loro disponibilità, dovranno rispondere a tutte le richieste dall’Associazione.

Gli Esperti che, ingiustificati, non partecipano a più di due incontri, o convocazioni consecutive, decadono dalla nomina.

Decadono dalla nomina gli esperti che iniziano un’attività commerciale nel campo della zootecnia.

Albo d’oro: comprende gli esperti che si sono particolarmente distinti nel campo della selezione Bruna e non più in attività. Il Comitato direttivo dell’Associazione nazionale di razza Bruna assegna tale qualifica agli esperti meritevoli.

Articolo 10

I principali Compiti degli esperti di razza sono:

  • valutazione morfologica dei tori e delle vacche;
  • collaborazioni per consigli agli allevatori nelle scelte tecniche;
  • promozione e divulgazione iniziative tecniche, indirizzate al miglioramento genetico della razza;
  • accoppiamenti programmati: divulgazione ed eventuale attuazione;
  • assistenza nella scelta degli animali per le mostre e nella partecipazione alle stesse;

DOVERI DELL’ESPERTO

Articolo 11

L’esperto, in quanto tale, deve promuovere la razza e l’attività di selezione, secondo le indicazioni dell’Associazione nazionale.

L’esperto deve svolgere la sua attività con riservatezza, rispettando le regole professionali e le normative in vigore.

L’esperto non deve sollecitare in alcun modo, l’invito a prestare la sua opera.

L’esperto non può giudicare e non può valutare, salvo specifica autorizzazione da parte dell’Associazione nazionale.

Gli esperti, ove fossero richiesti per giudicare in manifestazioni che si svolgono fuori dal territorio nazionale, devono richiedere l’autorizzazione all’Associazione nazionale.

L’esperto deve possedere capacità decisionali, fermezza comportamentale ed essere in grado di motivare con sobrietà e proprietà d’espressione i giudizi emessi.

L’esperto impossibilitato a recarsi a svolgere l’attività per la quale è stato incaricato, deve darne tempestiva comunicazione all’Associazione nazionale.

L’esperto è obbligato a partecipare agli incontri di aggiornamento ed alle riunioni, che l’Associazione riterrà opportuno organizzare.

MODIFICHE AL DISCIPLINARE

Articolo 12

Le modifiche al Disciplinare del corpo degli esperti di iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall’ANARB, previo conforme parere della Commissione tecnica centrale, devono essere trasmesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, entro 60 giorni dalla data della delibera della Commissione tecnica centrale.

Le modifiche entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione o comunque dopo 90 giorni dalla data di trasmissione delle stesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel caso non ci sia stato un parere contrario di quest’ultimo.

 


DISCIPLINARE DELLE MANIFESTAZIONI ZOOTECNICHE UFFICIALI

MOSTRA

Articolo 1

L’Associazione periferica allevatori (APA) di ………………., in collaborazione con l’Associazione …………………………………, organizza ad ………………. dal …. al ……………., presso il quartiere fieristico, la mostra …………………….. riservata ai bovini di razza Bruna iscritti al Libro genealogico nazionale. La mostra avrà luogo con l’assistenza ed il controllo dell’Ufficio centrale (UCLG) e dell’Ufficio periferico del Libro genealogico (UPLG) della razza Bruna.

Articolo 2

Le domande di iscrizione redatte sugli appositi moduli e accompagnate dalla quota di € …………… per capo, devono pervenire all’APA di ………………, UPLG, entro e non oltre il ………………. Con la presentazione della domanda di partecipazione l’allevatore iscritto al Libro genealogico accetta senza riserve il regolamento delle mostre e tutte le disposizioni e norme vigenti.

Articolo 3

Tutti i soggetti iscritti ai registri genealogici della razza possono essere esposti in mostra con le limitazioni dettate dalle esigenze organizzative. Tali soggetti devono essere da almeno 2 mesi in possesso del titolare dell’allevamento.

Articolo 4

I bovini iscritti alla mostra devono trovarsi a …………………., presso …………………………., entro le ore …………… del ……………… e rimanere esposti fino alle ore ……… del ………………..

Articolo 5

Ogni soggetto, munito di certificati sanitari previsti dalle vigenti disposizioni, viene sottoposto all’arrivo a visita sanitaria a norma del Regolamento di polizia veterinaria. Tutti i soggetti devono essere muniti dei prescritti mezzi di contenzione. Per i maschi è obbligatorio l’anello dopo i 12 mesi di età.

Articolo 6

I soggetti si identificano, in maniera evidente, con il numero di catalogo alla testa o alla groppa.  L’identificazione e la numerazione è effettuata da personale all’uopo incaricato dall’Ufficio periferico del Libro genealogico.

Articolo 7

La custodia, il foraggiamento e la presentazione degli animali restano affidati agli espositori. Il personale di custodia deve essere in numero adeguato ai bovini presentati.

Articolo 8

Tutti i soggetti iscritti alla mostra sono suddivisi nel catalogo per sezioni e categorie e elencati in ordine crescente di età. Nel catalogo figura il nome del proprietario seguito da quello dell’allevatore, intendendosi per allevatore il proprietario del soggetto all’atto della nascita.  Il catalogo riporta per ogni soggetto la data di nascita, la genealogia per almeno una generazione, i dati genetici e produttivi almeno per il soggetto e/o la madre. Il formato del catalogo e l’esposizione dei dati sono predisposti secondo le modalità impartite dall’UCLG.

Articolo 9

I soggetti iscritti alla mostra, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 11 vengono suddivisi nelle seguenti sezioni e categorie:

Sezione Categoria Descrizione
1^ 1^ tori da 8 a 13 mesi
2^ tori da 13 a 18 mesi
2^ 3^ vitelle da 8 a 12 mesi
4^ manze da 12 a 16 mesi
5^ manze da 16 a 20 mesi
6^ manze da 20 a 24 mesi
7^ manze e giovenche da 24 a 30 mesi
9^ vacche in asciutta fino a 5 anni
10^ vacche in asciutta di 5 anni ed oltre
11^ vacche in lattazione fino a 30 mesi
12^ vacche in lattazione da 30 a 36 mesi
13^ vacche in lattazione da 3 a 4 anni
14^ vacche in lattazione da 4 a 5 anni
15^ vacche in lattazione oltre 5 anni
16^ vacche in lattazione “produttive e longeve” con produzione totale di almeno 1500 kg di proteine od almeno 5 parti all’attivo

L’ente organizzatore, in accordo con l’UCLG, può procedere, dandone preventiva comunicazione agli enti ed agli allevatori interessati:

  • a definire un limite d’età per i giovani conduttori, anche per più categorie della mostra;
  • ad aggiungere una categoria (8ª) di giovenche da 30 a 36 mesi d’età, nelle mostre zonali e provinciali;
  • a definire un limite massimo d’età per la categoria delle vacche in latte oltre i 5 anni;
  • a dividere e/o raggruppare eventuali categorie con presenze eccessive o insufficienti, oppure in alternativa, a definire i raggruppamenti più opportuni sulla base delle presenze effettive; salvaguardando sempre e comunque l’esigenza di avere classi di giudizio omogenee per poter effettuare i necessari confronti tecnici;
  • a definire il programma d’uscita nel ring di valutazione delle categorie, fatte salve le esigenze previste dal presente disciplinare in merito alle finali manze/giovenche e vacche.

Le vacche in lattazione con una produzione totale di almeno 1500 kg di proteine o con almeno 5 parti all’attivo, documentata ufficialmente dall’Ufficio periferico con certificati di lattazione e con prestampati per le frazioni di lattazione alla data di chiusura delle iscrizioni, sono iscritte d’ufficio alla 16ª categoria..

Articolo 10

I soggetti iscritti alla mostra e non in possesso dei requisiti di cui all’art. 11, sono elencati in catalogo in appendice, suddivisi in maschi e femmine.

Articolo 11

Le valutazioni morfologiche sono effettuate, con le limitazioni di cui all’art.12, sui soli soggetti nati in Italia che rispondono ai seguenti requisiti:

Maschi: iscritti al registro genealogico principale Bruna tori con i requisiti per la monta naturale od in inseminazione artificiale

Femmine:

  1. manze, giovenche e vacche fino a 4 anni di età di cui non si conosca una lattazione ufficiale e che abbiano:
  • una generazione di ascendenti iscritta al Libro genealogico;
  • requisiti genetici: ITE od ITE pedigree previsti per le madri di tori di monta naturale

oppure i seguenti requisiti funzionali:

  • con madre avente almeno una lattazione convenzionale ufficialmente controllata A4, A6, proiettata (alpeggio), AT, B, con il 3,2% di proteine e con le seguenti produzioni di latte:
età al parto kg. latte
fino a 3 anni 4500 oppure
da 3 a 4 anni 5000 oppure
oltre i 4 anni di 5500
  1. vacche con lattazione propria che abbiano:
  • una generazione di ascendenti iscritta al Libro genealogico;
  • requisiti genetici o funzionali previsti al punto a)

Gli enti organizzatori, d’intesa con l’UCLG, possono modificare i requisiti richiesti per la presentazione a concorso al fine di perseguire specifiche finalità. I capi elencati fra i “soggetti esposti in mostra” per mancanza dei requisiti produttivi al momento dell’iscrizione possono essere ammessi a concorso dietro presentazione, di un documento ufficiale attestante il raggiungimento dei requisiti previsti.

Articolo 12

L’Ente organizzatore, in accordo con l’UCLG, può preventivamente porre dei limiti alla partecipazione dei soggetti alla mostra (esclusione dei maschi, delle vacche in asciutta, ecc.).

Le modalità e l’entità delle limitazioni dovranno essere opportunamente motivate.

Articolo 13

La valutazione dei bovini è affidata ad un giudice unico designato dall’UCLG.

Contemporaneamente viene anche designato un giudice supplente che può essere consultato dal giudice unico. Il giudice unico giudica più categorie e, come il suo supplente, non può avere soggetti partecipanti ai concorsi della mostra.

E’ ammessa la designazione di più giudici, nominati come detto in precedenza, che in ogni caso giudicano da soli, qualora il numero dei capi iscritti lo richieda, fermo restando che, una categoria deve essere giudicata da un unico giudice. Il giudizio è inappellabile.

Articolo 14

La valutazione deve avvenire alla presenza del pubblico, con animali in movimento, presentati per gruppi della stessa categoria in apposito recinto precluso a qualsiasi persona che non sia il giudice e il suo supplente.

Articolo 15

In base alle caratteristiche morfologiche, il giudice unico dispone, in ciascuna categoria, tutti i capi in ordine di merito.

Ai soggetti ritenuti meritevoli vengono assegnati i seguenti distintivi forniti dall’UCLG:

  • coccarda tricolore al 1° soggetto classificato / campione di categoria
  • coccarda tricolore al 2° soggetto classificato / campione di riserva di categoria
  • coccarda azzurra al 3° soggetto classificato / menzione d’onore
  • coccarda rossa al 4° soggetto classificato
  • coccarda bianca al 5° soggetto classificato
  • coccarda gialla dal 6° soggetto classificato in poi

Il 1° ed il 2° soggetto di ogni categoria possono essere proclamati campione e campione di riserva.

Il giudice può inoltre assegnare il titolo di “menzione d’onore” a soggetti che riterrà meritevoli di partecipare alle finali.

La campionessa, la riserva e le eventuali menzioni d’onore di tutte le classi di giudizio del giovane bestiame (vitelle, manze e giovenche) concorreranno alla finale per l’aggiudicazione dei titoli:

  • campionessa manze e giovenche;
  • campionessa riserva manze e giovenche;
  • 3ª assoluta manze e giovenche.

La campionessa, la riserva e le eventuali menzioni d’onore di tutte le classi di giudizio delle vacche, concorreranno alla finale per l’aggiudicazione dei titoli:

  • campionessa vacche;
  • campionessa riserva vacche;
  • 3ª assoluta vacche.

Nelle finali di cui sopra possono concorrere anche le campionesse e le riserve dell’eventuale mostra del “BJC” Bruna junior club, qualora questa sia organizzata con criteri e requisiti analoghi e si svolga parallelamente alla mostra ufficiale.

Alle campionesse ed alle le riserve della mostra sia delle manze e giovenche che delle vacche verranno assegnati ulteriori distintivi. Nel caso che la valutazione delle categorie venga effettuata da più giudici, fermo restando quanto previsto dall’art. 13, la proclamazione delle campionesse e campionesse di riserva, deve essere fatta collegialmente dai giudici che hanno valutato le singole categorie. Il giudice può non proclamare il campione e/o campione di riserva di categoria e della mostra.

Articolo 16

Al termine della valutazione di ogni categoria si procede alla proclamazione dei risultati ed alla assegnazione del distintivo previsto dal presente Regolamento ad ogni capo prima che i soggetti premiati abbandonino il recinto della giuria.

CONCORSO PER LA MIGLIORE MAMMELLA

Articolo 17 –

Per ogni categoria di vacche in lattazione il giudice sceglierà durante il giudizio individuale le migliori mammelle segnalando la 1ª e la 2ª. Queste riceveranno un distintivo ufficiale attestante il risultato conseguito.

Dal confronto tra le migliori mammelle di categoria, il giudice evidenzierà la vacca con la migliore mammella della mostra, alla quale verrà assegnato un ulteriore distintivo.

La valutazione sarà fatta tenendo conto della mammella, indipendentemente da ogni altro carattere, sulla base dello standard della razza che descrive pregi e difetti della mammella stessa. Il giudice, in caso di bovine non meritevoli, non farà alcuna segnalazione.

Articolo 18

I risultati conseguiti dai singoli soggetti partecipanti alle mostre ed ai concorsi che adottano il presente Regolamento possono essere iscritti sui certificati genealogici però con la precisa indicazione del luogo e della data della mostra.

Articolo 19

L’ente organizzatore non risponde d’eventuali errori che possono essere stati fatti nella compilazione del catalogo.

MODIFICHE AL DISCIPLINARE

Articolo 20

Le modifiche al disciplinare delle manifestazioni zootecniche ufficiali d’iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall’ANARB, previo conforme parere della Commissione tecnica centrale, devono essere trasmesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, entro 60 giorni dalla data della delibera della Commissione tecnica centrale.

Le modifiche entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione o comunque dopo 90 giorni dalla data di trasmissione delle stesse al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel caso non ci sia stato un parere contrario di quest’ultimo.